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martedì 4 gennaio 2022

Lascia ch'io pianga

 Dal blog di Giuliano  "L'opera a cinema"



« Bene, » sussurrò lei « fatemi riprendere fiato. No, no; aspettate. State pronto ad aprire la porta. » E la Contessa, in posa ispirata, fece sgorgare la sua bella voce in “Lascia ch'io pianga”; e quando fu giunta al punto giusto, avendo emesso i suoi lirici sospiri per la libertà, fece segno di spalancare la porta, e si manifestò alla vista del Principe, con occhi accesi, e l`incarnato alquanto ravvivato dall’esercizio del canto. Fu una grande entrata drammatica; e per l'alquanto malinconico recluso, poi, vederla fu come vedere il sole.

(Robert Louis Stevenson, "Il principe Otto", pagina 199 Oscar Mondadori 1983, versione a cura di Masolino d'Amico)




martedì 25 febbraio 2020

Platano


(platanus orientalis, orto botanico di Padova)

Un'altra musica famosa, di quelle che tutti conoscono senza magari sapere che cos'è; nei matrimoni, per esempio, la si esegue spesso all'organo. Le parole più brutte per la musica più bella, così viene spesso definita "Ombra mai fu" (dall'opera "Serse" di Georg Friedrich Haendel): il re Serse riposa all'ombra di un platano, in un momento di quiete. Il testo è davvero bruttino, la musica è uno dei tempi lenti di Haendel, vale a dire un tempo sospeso in cui perdersi, almeno per la durata del brano.

nell'ordine: Kathleen Ferrier,  Sara Mingardo Fritz Wunderlich , e per tromba e organo
recitativo: Fronde tenere e belle del mio platano amato, per voi risplenda il fato. Tuoni, lampi, e procelle non v'oltraggino mai la cara pace, né giunga a profanarvi austro rapace.
aria: Ombra mai fu / di vegetabile / cara ed amabile, / soave più…





giovedì 26 settembre 2019

Verdi prati, selve amene


(George Harvey, canadese, 1835)

Verdi prati, selve amene,
perderete la beltà.
Vaghi fior, correnti rivi,
la vaghezza, la bellezza,
presto in voi si cangerà.
E cangiato il vago oggetto,
all'orror del primo aspetto
tutto in voi ritornerà.

(da "Alcina" di Haendel, l'aria di Ruggiero dopo aver lasciato Alcina;
testo di Antonio Fanzaglia, da L'isola di Alcina di  L.Ariosto)

(qui per l'ascolto)


lunedì 10 settembre 2018

Furibondo spira il vento


Non servono poi tante parole, per fare musica.

Furibondo spira il vento
e sconvolge il cielo e il suol
Tal adesso lʹalma io sento
Agitata dal mio duol

G. F. Handel (1685-1759) dall'opera "Partenope", HWV 27
versi di Silvio Stampiglia

qui nell'esecuzione di Marilyn Horne con I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone
qui nell'esecuzione di Nathalie Stutzmann


(dipinto di Carl Larsson, 1895)


venerdì 6 aprile 2018

Più rossa della ciliegia


La storia di Aci e Galatea (da Ovidio, Metamorfosi, XIII) è tragica, perché l'intervento brutale di Polifemo spezzerà l'amore fra i due giovani. Ma quando Haendel la mette in musica a Londra nel 1718 utilizzando un libretto di John Gay, non mancherà il tono di commedia, perfino con effetti comici, almeno fino al momento fatale. E' un dramma pastorale, che Haendel aveva già musicato a Napoli nel 1708, in italiano (libretto di Nicola Giuvo); le due opere sono completamente diverse e sono unite solo dal soggetto. Polifemo, nella versione londinese, viene presentato come un campagnolo rozzo e molto diretto nelle sue espressioni; la caratterizzazione non avrà mancato di divertire il pubblico, e se si trova un bravo interprete è divertente ancora oggi. Polifemo diventa parente stretto di Braccio di Ferro, forse un antenato del suo eterno rivale Bluto; si innamora di Galatea (Olivia?) e se ne esce con questa cosa qui, recitativo e aria.
Infurio, brucio, fremo! Il fragile dio mi ha pugnalato al cuore. Tu, pino fedele, sostegno dei miei passi divini, ti depongo! Portatemi cento canne ben cresciute per farne un flauto per la mia grande bocca; in lievi fascinosi accenti fatemi sussurrare di Galatea la bella e del mio amore. Più rossa della ciliegia, più dolce della bacca, fanciulla più luminosa di una notte di luna, leggera e allegra come un capretto! Gonfia come un grappolo maturo, più lustra di un giglio, ma indomabile come il fuoco e fiera come la tempesta!

 photo Tamara Giorgetti del blog Un pezzo della mia maremma