Era giunto il grande momento: per
ventinove giorni avevo covato le mie venti preziose uova di oca
selvatica; o meglio, io stesso le avevo covate solo negli ultimi due
giorni, affidandole per quelli precedenti a una grossa oca domestica
bianca e a un’altrettanto grossa e bianca tacchina che avevano
assolto il compito molto più affettuosamente e adeguatamente di me.
Solo negli ultimi due giorni io avevo tolto alla tacchina le dieci
uova biancastre, ponendole nella mia incubatrice (mentre l'oca
domestica doveva covare fino alla fine le sue dieci uova). Io volevo
spiare ben bene il momento in cui sarebbero sgusciati fuori i
piccoli, e ora quel momento fatidico era arrivato.