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mercoledì 24 maggio 2017

Una corsa mozzafiato

I postiglioni ce la misero tutta con fruste e speroni; i camerieri gridarono, gli stallieri li incitarono e schizzarono via a tutta velocità.
«Bella situazione, - si mise a pensare Mr.Pickwick non appena ebbe un attimo di tempo per pensare - Bella situazione per il presidente generale del Circolo Pickwick. Carrozza umida, cavalli bizzarri, quindici miglia all'ora... e tutto questo a mezzanotte!»
Durante le prime tre o quattro miglia, troppo intenti a riflettere ciascuno per proprio conto per aver voglia di rivolgersi al compagno, i due non fiatarono. Ma, percorso quel bel tratto di strada, con i cavalli che ormai ben riscaldati cominciavano ad andare davvero di ottima lena, Mr. Pickwick, eccitato dalla velocità della corsa, si sentiva troppo su di giri per restarsene ancora muto come un pesce.
«Li prenderemo di sicuro» esordì.
«Lo spero» rispose l'altro.
«Bella notte» continuò Mr.Pickwick guardando la luna che riluceva splendente.
«Un guaio per noi! Hanno tutto il vantaggio della luna piena per staccarci e noi lo perderemo: fra un'ora tramonterà.»
«Brutto affare correre a questa velocità nel buio!»
«Direi proprio di sì», rispose l’altro in tono secco.
Nel riflettere sui guai e i pericoli di quella spedizione nella quale si era imbarcato in modo tanto precipitoso, Mr. Pickwick sentì smorzarsi l’esaltazione che per un po’ lo aveva eccitato. A distoglierlo dai suoi pensieri venne l’urlo del cocchiere di testa.
«Iù- iu - iu - iu - iuu!», gridava il primo.
«Iù- iu - iu - iu - iuu!», gridava il secondo.
«Iù- iu - iu - iu - iuu!», strepitò Mr Wardle sporgendosi con la testa e mezzo corpo fuori del finestrino per unirsi al coro con quanto fiato aveva in gola.
«Iù- iu - iu - iu - iuu!», incalzò Mr. Pickwick accollandosi l’onere di quell’urlo di cui peraltro ignorava finalità e significato. E nel bel mezzo degli iuùiuù di tutti e quattro la carrozza venne a fermarsi.
«Che succede?», si informò Mr Pickwick.
«Il casello del dazio -, spiegò il vecchio Wardle - Ci diranno qualcosa dei due fuggitivi».
(Charles Dickens, Il circolo Pickwick, pag.150 ed. Garzanti 2003, traduzione di Gianna Lonza.)

 

giovedì 23 marzo 2017

La sirena di pietra

disegno di Moebius
«Proseguimmo, galleggiando, verso il centro di questo luogo strano – con acqua tutto attorno a noi come mai mi era capitato di vedere – e gruppi di case, chiese, e moltissimi edifici imponenti che si levavano da essa; e ovunque lo stesso straordinario silenzio. Poco dopo, attraversammo veloci un corso d’acqua ampio e aperto, e passammo davanti a quel che mi sembrò un vasto molo lastricato dove i fanali splendenti che lo illuminavano mostravano lunghe file di archi e colonne di possente costruzione e grande solidità, ma leggere a vedersi quanto ghirlande di brina o ragnatele, là, per la prima volta, vidi camminare della gente. Arrivammo, così, a una scalinata che dall’acqua portava a un grande palazzo dove, dopo aver attraversato innumerevoli corridoi e gallerie, mi coricai per riposare, e ascoltai le nere imbarcazioni passare discrete su e giù sotto la mia finestra, sull’acqua increspata, finché mi addormentai.»

( C. Dickens, Immagini d’Italia – Un sogno italiano – 1846 )


venerdì 18 novembre 2016

Ragni e Giardini


(la foto del ragno sulla finestra è mia)
In fondo al parco c'era un pergolato protetto da piante rampicanti, profumato di gelsomino e di caprifoglio; uno di quegli angolini deliziosi che, spinti da impulsi generosi, gli uomini erigono a esclusivo beneficio dei ragni.


(Charles Dickens, Il circolo Pickwick, pag.132 vol.1 ed. Garzanti 2003)