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sabato 19 settembre 2020

Nebbia

Guidai molto lentamente ma per gran parte del tempo non sapevo su quale lato della strada mi trovassi. (...) Stavo cominciando a preoccuparmi e mi sentivo solo, più solo che mai. La nebbia è una creatura marina, ha una vita propria e un proprio veleno, ed è nemica della terra e delle sue creature. Si insinua tra loro e la terra che conoscono, succhia via la linfa vitale e l’aiuto che sono  L’uno per l’altro. Un uomo è solo nella nebbia, senza amici né punti di riferimento; ovunque si giri diventa inconsistente  e scompare alla vista. Un uomo è fatto per vivere su una terra assolata, limpida, non nel mare, o nel passato. Una macchina spuntò fuori dalla nebbia verso di me, suonando il clacson, e sterzò bruscamente, evitandomi; con una fitta di paura mi resi conto che ero sul lato sbagliato della strada.  Accostai sulla destra, e mi fermai, restando con le mani sul volante e pensai: “Più di così non posso; non devo provare ad andare oltre“. Dovevo essere più ubriaco di quanto pensassi perché dopo un po’ la macchina si stava muovendo di nuovo, e guidava Trina. Almeno io pensavo fosse Trina.

fotogramma di "Nostalghia"di Tarkovskij

Robert Nathan, Cosi l’amore ritorna, ed. Atlantide

Traduzione di Gaja Cenciarelli

lunedì 17 agosto 2020

Ieri è oggi

 La notte ci accampammo sull’isola e accendemmo un fuoco ai bordi della spiaggia. parlammo a lungo alla luce del falò; le ombre danzavano nella macchia alle nostre spalle, il cielo pallido, disseminato di stelle, si distendeva sopra di noi come un lago immenso, e la nostra barca si cullava tranquilla sull’ancora, seguendo il ritmo della marea.
Provai ad esprimere ad Arnie qualcosa di quello che sentivo, su me stesso, e sul mondo. “ Sappiamo così poco”, iniziai, “ e c’è così tanto da sapere. Viviamo solo per ciò che possiamo toccare o assaggiare, vediamo solo quello che è sotto il nostro naso. Lassù, sopra di noi, ci sono sistemi solari più grandi del nostro; e interi universi in una goccia d’acqua. E il tempo scorre senza fine ovunque. Questa terra, quest’oceano, questo piccolo frammento di vita, non ha alcun significato per se’... Ieri è vero tanto quanto oggi; solo che noi ce lo dimentichiamo.”
fotogramma del film "Il ritratto di Jenny"
Arnie sbadigliò: “ Sì “ disse, “ È così. Ora dormiamo. “

Robert Nathan, Ritratto di Jennie, ed. Atlantide
Traduzione di Simone Caltabellotta

Qui il film diretto da e ispirato al romanzo di Nathan
Qui la canzone di Jenny

venerdì 24 luglio 2020

Sulle rive della baia di Chesapeake



" Quello che mi piacerebbe fare", spiegò Mr Williams, "è proseguire a nord, verso la Groenlandia, e finalmente scoprire se il pemmican è veramente buono per i denti come la leggenda vuole".
" Lei però non sopporterebbe il ghiaccio", spiegò Mr Pecket.
Stavano riposando sulle rive della baia di Chesapeake. Alle loro spalle c'era la Sarah Pecket, con la biancheria, appesa sulle corde, che si asciugava al sole. Mary dormiva in cabina, prima di andare di vedetta nel pomeriggio; sotto di loro si stendevano le acque blu della baia, increspate dal vento, luminose nella luce del mezzogiorno. I pini della riva riempivano il naso di profumo, che si mescolava agli odori fumosi della terra e al fresco sentore dell'acqua. Mr Pecket stava pensando a sua moglie Sarah; non si pentì di essere andato via , ma gli sarebbe piaciuto che la sua consorte fosse stata lì per vedere quanto si stava divertendo. Durante il giorno era impegnato a tracciare la rotta della nave, a tagliare la vela, o a fare le numerose riparazioni necessarie perché l'imbarcazione mantenesse la giusta rotta; di notte si addormentava come un uomo d'azione, senza pensare alla morte o a qualsiasi altra cosa di spiacevole. Quando fu il suo turno di montare la vedetta notturna, guardò in alto, verso le stelle, lasciando che la sua mente fluttuasse in pace tra le gelide correnti del cielo, o che esplorasse con l'immaginazione le silenziose profondità dei cieli, come un sub negli oscuri abissi dell'oceano.
" Com'è bella la vita", sospirò, " se solo a un uomo viene concesso di viverla. Ognuno per sé e tutti per Dio, è così che dovrebbe andare. Ma non è affatto questo, quello che accade. O mediocre, fugace mondo... Ciò di cui le persone hanno bisogno è rispettarsi di più e lasciare che ognuno sia ciò che desidera. Che ogni uomo possieda la sua nave, e navighi dove più gli piace".
" Sì", riflettè ancora, " tutti gli uomini dovrebbero essere marinai, perché è l'unico modo per non essere soli nel mondo. Forse ci sono alcuni che restano nelle loro case senza provare amore; ma poi, deve essere per forza il sentimento a tenerli lì".


un clic qui
Robert Nathan, Viaggio incantato, ed. Atlantide