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| (Isaac Levitan, 1894) |
Mi sento bene, e provo dolore, nella quiete del lago di Erlaf. C'è un sacro silenzio tra i rami dei pini, è immobile il grembo azzurro; solo le ombre delle nuvole volano sopra lo specchio scuro. Venti freschi increspano appena le acque, e la corona dorata del sole trema di pallore. Mi sento bene, e provo dolore, nella quiete del lago di Erlaf.
Agli inizi dell'800, intorno al 1815,
Johann Mayrhofer va a fare una gita al lago di Erlaf, in Austria, non
lontano da Vienna; nel ricordo di quel giorno scrive questa poesia,
che è molto bella ma sarebbe probabilmente stata dimenticata se un
suo amico, Franz Schubert, non l'avesse messa in musica e pubblicata
nel 1817. Schubert riprenderà alcuni temi di questo Lied anche nella sua Sonata n.8
in fa diesis minore, rimasta incompiuta.
Per trovare il lago di Erlaf sui motori di ricerca bisognerà
usare un'altra grafia, Erlauf. Non so se Mayrhofer usi una pronuncia
dialettale, me lo sono chiesto ma non so rispondere; magari qualcuno
che passa di qui mi può aiutare nel risolvere questo piccolo dubbio.
Nel frattempo, buon ascolto: è una delle melodie più belle di
Schubert. ( qui per il Lied, qui per la Sonata )
ERLAFSEE
(Johann Mayrhofer, 1787-1836)
(messa in musica da Franz Schubert, 1817)
Mir ist so wohl, so weh
am stillen Erlafsee.
am stillen Erlafsee.
Heilig Schweigen in
Fichtenzweigen.
Regungslos der blaue Schoss,
nur der Wolken Schatten fliehn
überm dunklen Spiegel hin,
Regungslos der blaue Schoss,
nur der Wolken Schatten fliehn
überm dunklen Spiegel hin,
Frische Winde kräuseln linde das
Gewässer,
und der Sonne güldne Krone
flimmert blässer.
und der Sonne güldne Krone
flimmert blässer.
Mir ist so wohl, so weh
am stillen Erlafsee.
am stillen Erlafsee.
