Visualizzazione post con etichetta rose. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rose. Mostra tutti i post

giovedì 18 giugno 2020

Su queste rose


Su queste rose, sbocciate nella notte, riposa in questo letto profumato, o mio diletto Faust, riposa!
Nel sonno tuo voluttuoso, dove vermigli baci ti sfioreranno, dove i fiori apriranno sopra il tuo giaciglio le loro corolle, il tuo orecchio intenderà le divine parole. Ascolta, ascolta! Gli spiriti della terra e dell'aria, per il tuo sogno, cominciano un soave concerto.
(Hector Berlioz, La dannazione di Faust, parte seconda, l' aria di Mefistofele che introduce il sogno di Faust)
(Beatrix Potter, 1896)

Voici des roses,
De cette nuit écloses.
Sur ce lit embaumé,
Ô mon Faust bien-aimée,
Répose!
Dans un voluptueux sommeil
où glissera sur toi plus d'un baiser vermeil,
où des fleurs pour ta couche ouvriront leurs corolles,
ton oreille entendra de divines paroles.
Écoute! Écoute!
Les esprits de la terre et de l'air
commencent, pour ton rêve, un suave concert.
(La Damnation de Faust, testo di Gérard de Nerval, Héctor Berlioz, L.Gandonnière, tratto dal Faust di Goethe).
qui  e qui  per l'ascolto

mercoledì 3 luglio 2019

La rosa di Silesio

(Cornelis Spaendonck, 1756-1839)

"La rosa è senza perché,
fiorisce perché fiorisce,
Non bada a sé, non chiede,
se c'è qualcuno che la vede."

(Angelus Silesius, 1624-1677)



(segnalato da Elena Grammann: grazie Elena!)


martedì 15 maggio 2018

rose cinesi e frutti di agazzino


L'orario del treno li strappò inesorabilmente dalla bella, amata Helstone,  la mattina dopo. Se n'erano
andati. Avevano scorto la parte finale della canonica lunga e bassa, ricoperta per metà da rose cinesi e da frutti di agazzino – sembrava più familiare che mai, col sole mattutino che luccicava sulle finestre, ciascuna appartenente a una benamata stanza. Ancor prima di essersi sistemati sulla carrozza mandata da Southampton per portarli in stazione, se n'erano andati per non fare più ritorno. Una fitta al cuore spinse Margaret a sforzarsi di guardare fuori per afferrare l'ultimo scorcio della vecchia torre della chiesa, dalla curva dove sapeva di poterla vedere al di sopra del mare di alberi della foresta; ma anche il padre se ne ricordò, e in silenzio riconobbe che lui aveva più diritto di lei a quell'unico finestrino dal quale si riusciva a vedere. Si appoggiò all'indietro e chiuse gli occhi, le lacrime sgorgarono, dopo essere rimaste qualche istante a brillare sulle ciglia che facevano ombra, prima di rotolare lentamente giù per le guance e cadere, inosservate, sul suo vestito. 


Elisabeth Gaskell, Nord e Sud,   ed. Jo March ( qui )
Traduzione di Laura Pecoraro

lunedì 24 ottobre 2016

Il giardino di Barbablù


illustrazione di Arthur Rackham
Nella favola di Perrault, Barbablù chiede in sposa una tra due bellissime sorelle e, aprendo la sua dimora a parenti e amici delle fanciulle, riesce a far dimenticare il colore della sua barba e la sua cattiva reputazione: offre ai suoi ospiti otto giorni di perfetto svago.
E’ la più giovane delle sorelle a decidere di accettare la proposta di matrimonio.

A un mese dalle nozze, Barbablù, dovendo partire, affida alla sua sposa le chiavi delle stanze della dimora, vietandole però di aprire la porta di un salottino. Barbablù si allontana e la donna, pur temendo la collera del marito, si dirige verso la stanza cui le è precluso l’accesso e, senza indugiare, apre la porta. Sulle prime non vede niente, poi, pian piano, scorge sul pavimento sangue rappreso e, lungo le pareti, i cadaveri allineati di tutte le donne che Barbablù aveva sposato e poi ucciso. Sgomenta, la sposa lascia cadere le chiavi sul pavimento sporco di sangue. Barbablù torna prima del previsto; la moglie cerca di non far trapelare la sua agitazione ma Barbablù non tarda ad accorgersi che il suo divieto è stato infranto: le chiavi del salottino, sebbene ripulite, sono sporche di sangue. La sposa sa adesso cosa l’aspetta e chiede a Barbablù di darle modo di prepararsi a morire ritirandosi in preghiera; chiede una dilazione perché sa che i suoi fratelli stanno per giungere alla villa, sa che può salvarsi, è una questione di tempo. I fratelli giungeranno proprio quando Barbablu starà per colpire la fanciulla. Ad essere ucciso sarà Barbablù e non l’ultima delle sue spose. E’ il due ( le due sorelle, i due fratelli ) a prendere il sopravvento sull’uno; Barbablù dopo ogni matrimonio uccide per tornare ad essere “uno” ma nella favola di Perrault è il numero dell’unione a vincere, il numero della coppia.