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mercoledì 20 dicembre 2017

Un topo che si chiama Gerald


Il topo che si chiama Gerald arriva verso la fine della canzone: "sta diventando un po' vecchio ma è un buon topo", dice di lui Syd Barrett. Prima, prima di Gerald, ci sono tante cose, ed è come ascoltare la voce di Lewis Carroll o di Edward Lear; il nonsense e le nursery rhymes sono ben radicate nella poesia inglese e anche Syd Barrett era cresciuto in quel clima culturale. I ricordi di un bambino, ripensati da grande; oggetti e animali, i giocattoli e gli oggetti degli adulti, e una bambina con cui condividerli.

(Syd Barrett e Lindsay Korner, 1967)
I versi sono intraducibili, come sempre nelle filastrocche e nei nonsense; si comincia da una bicicletta (ho una bici, puoi farci un giro se ti piace: ha un cestino, un campanello che suona, te la darei volentieri ma l'ho presa in pegno) si continua con un mantello (cloak) che in inglese fa rima con scherzo (joke), e qui arriva Gerald: un topo (mouse) che non ha una casa (house) e che sta diventando un po' vecchio ma è pur sempre un buon topo. E gli omini di pan di zenzero (gingerbread men), che sono tanti, che sono dappertutto, uno qui, uno là, prendine un paio se li vuoi, sono lì sul piatto. Tutto questo ha un piccolo ritornello, "you're the kind of girl that fits in with my world", tu sei la ragazza che si adatta bene al mio mondo. L'elenco degli oggetti (topo compreso: che sia un pupazzo anche lui?) termina con una stanza piena di oggetti musicali, ognuno con il suo suono, molti sono a orologeria: se vuoi, andiamo di là e li facciamo funzionare. (Lo ammetto, a Syd Barrett sono sempre molto affezionato e i Pink Floyd senza di lui non è che mi interessino più di quel tanto).



venerdì 31 marzo 2017

Il vento nei salici


Il ciclista risale Castle street, la strada di Edimburgo dove si affacciano i bianchi bow windows della casa natale di Kenneth Grahame, l'autore de " Il vento tra i salici ", uno dei libri per l'infanzia più noti e letti in Gran Bretagna. 

La strada mi è divenuta familiare qualche anno fa. L'ho risalita più volte e nella
saletta con i bow windows bianchi ho fatto colazione; questo è successo perchè la casa natale di Kenneth Grahame oggi è una guest house.
E fin qui niente di speciale. Sono tanti i siti di interesse storico-culturale che hanno cambiato destinazione d'uso sfruttando proprio il blasone conferito dal passaggio o la permanenza di un personaggio illustre. Non sto scrivendo il post per consigliare un albergo "letterario" ( anche se è in ottima posizione e con un buon rapporto qualità/prezzo )



E allora?