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venerdì 20 gennaio 2017

Lepisma saccharina


Questo lo conosciamo tutti, impossibile non averlo mai visto:
Per le dimensioni e il luccichio, sembra una lacrima. Gli scienziati lo chiamano "lepisma saccharina", ma lui risponde al nome di pesciolino d'argento, sebbene del pesce non abbia nulla e non conosca l'acqua. Si dedica a divorare libri, sebbene non abbia nulla del tarlo. Mangia quello che trova, romanzi, poesie, enciclopedie, a poco a poco, ingoiando una parola dopo l'altra, in qualsiasi lingua. Passa la sua esistenza nell'oscurità delle biblioteche. Del resto non si accorge nemmeno. La luce del giorno lo uccide. Sarebbe un erudito se non fosse un insetto.
(Eduardo Galeano, da "Le labbra del tempo" pag.129 ed. Sperling & Kupfer 2004, traduzione di Marcella Trambaioli)

martedì 18 ottobre 2016

Licheni


Quando il mare era già mare, la terra non era altro che nuda roccia. I licheni, venuti dal mare, fecero le praterie. Loro invasero, conquistarono e inverdirono il regno della pietra. Questo accadde nella notte dei tempi, e continua ancora ad accadere. Dove non vive nulla, vivono i licheni: nelle steppe gelate, nei deserti ardenti, nella parte più alta delle montagne più alte. I licheni vivono fintanto che dura il matrimonio fra le alghe e i loro figli, i funghi. Se il matrimonio si disfa, si disfano i licheni. Talvolta le alghe e i funghi divorziano, per liti e discussioni. A detta delle alghe, i funghi le tengono al chiuso e non gli lasciano vedere la luce. A detta dei funghi, le alghe li nauseano con tutto lo zucchero che gli danno giorno e notte.
( Eduardo Galeano, da "Le labbra del tempo" pag.4 ed. Sperling & Kupfer 2004, traduzione di Marcella Trambaioli )

Gli incospicui e negletti licheni, a salutarli a vista per nome, pare di aiutarli ad esistere...
Così dichiarava Camillo Sbarbaro, che visse tutta la vita studiandoli. E ne scoprì nuove specie diventando uno specialista di fama internazionale. Questo suo amore segreto e scabro, che riesce a vivere nell'aridità più totale e nell'indifferenza della roccia, è anche il paesaggio della sua terra; il deserto - poi - della sua poesia tesa e aspra. Il distacco e il disaccordo col mondo costituiscono il trucco di cui si veste la sua opera (che per i temi mi è così tanto cara...). Così la sua vita tanto ricca di energia e di pathos si fa tanto più essenziale e dimessa nel suo linguaggio lirico.