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sabato 6 giugno 2020

I gufi di Baudelaire


Les hiboux

Sous les ifs noirs qui les abritent,
Les hiboux se tiennent rangés,
Ainsi que des dieux étrangers,
Dardant leur oeil rouge. Ils méditent.
Sans remuer ils se tiendront
Jusqu'à l'heure mélancolique
Où, poussant le soleil oblique,
Les ténèbres s'établiront.
Leur attitude au sage enseigne
Qu'il faut en ce monde qu'il craigne
Le tumulte et le mouvement,
L'homme ivre d'une ombre qui passe
Porte toujours le châtiment
D'avoir voulu changer de place.

Da "Les Fleurs du Mal" di Charles Baudelaire. (1821-1867)
messo in musica da Déodat de Severac (1872-1921) nel 1913  (qui)
 
(Brehm, edizione 1882)


I  gufi, da "I Fiori del Male"
 
Sotto i neri tassi che li ricoverano
i gufi si tengono allineati
come degli dèi stranieri,
dardeggiando il loro occhio rosso. Meditano.
Senza muoversi staranno in piedi
fino all'ora malinconica
in cui, spingendo il sole obliquo,
le tenebre si fisseranno.
Il loro atteggiamento insegna al saggio
che bisogna in questo mondo che abbia paura
del tumulto e del movimento,
l'uomo ebbro d'un'ombra che passa
porta sempre il castigo
d'aver voluto cambiare di posto.