Questo lo conosciamo tutti,
impossibile non averlo mai visto:
Per le dimensioni e il luccichio,
sembra una lacrima. Gli scienziati lo chiamano "lepisma
saccharina", ma lui risponde al nome di pesciolino d'argento,
sebbene del pesce non abbia nulla e non conosca l'acqua. Si dedica a
divorare libri, sebbene non abbia nulla del tarlo. Mangia quello che
trova, romanzi, poesie, enciclopedie, a poco a poco, ingoiando una
parola dopo l'altra, in qualsiasi lingua. Passa la sua esistenza
nell'oscurità delle biblioteche. Del resto non si accorge nemmeno.
La luce del giorno lo uccide. Sarebbe un erudito se non fosse un
insetto.
(Eduardo Galeano, da "Le labbra
del tempo" pag.129 ed. Sperling & Kupfer 2004, traduzione di
Marcella Trambaioli)