Eravamo quindi entrati, accolti, di là dal portone subito richiuso con un gran colpo per opera del solerte Perotti, dai pesanti latrati di Jor, l’ “arlecchino” bianco e nero. Veniva giù per il viale d’accesso, il danese, trottando straccamente alla nostra volta, con un’aria per nulla minacciosa. Tuttavia Bruno ed Adriana tacquero immediatamente.
“Non morderà mica?”, chiese Adriana, intimorita.
“Non si preoccupi, signorina”, rispose Perotti. “Coi tre o quattro denti che gli sono rimasti, cossa vorla che sia buono a mordere, ormai? Sì e no la polenta…
Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini, Torino, Einaudi
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| fotogramma del film di V. De Sica "Il giardino dei Finzi Contini |
