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giovedì 11 maggio 2023

Corvi

 

( fonte immagine )

" ... Come gli sentirono dire queste cose, lo presero tutti per pazzo; e per meglio sincerarsene, e rendersi conto di che genere di pazzia fosse il suo, Vivaldo tornò a chiedergli che cosa s'intendesse in realtà per cavalieri erranti.  - Non hanno letto  lor signori - rispose don Chisciotte - gli annali e le storie d'Inghilterra in cui sono trattate le gesta del re Arturo, che noi comunemente nel nostro volgare castigliano chiamamo il re Artù, intorno al quale esiste in tutto il regno di Gran Bretagna l'antica leggenda che quel re non sia morto, ma che per virtù di incantesimo si sia convertito in corvo, e che col volgere degli anni dovrà ritornare a regnare, riconquistando il suo regno e lo scettro? Tant'è vero che da quel tempo ad oggi non si troverà un solo inglese che abbia ucciso mai un corvo."    


dDon Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes  Ed. Einaudi


mercoledì 10 aprile 2019

Il Cavaliere dai Leoni


Al che rispose il carrettiere:
- Il carro è mio; dentro ci sono due bei leoni ingabbiati che il Generale di Orano manda a Madrid in dono a Sua Maestà; le bandiere sono del Re nostro signore, a indicare che qui c'è roba sua.
- E sono grossi cotesti leoni? - chiese Don Chisciotte

(Miguel de Cervantes, Don Quijote, parte seconda capitolo 17)

(Hayez, autoritratto)

(da qui in avanti, dopo questa avventura, Don Chisciotte chiederà di essere chiamato "il Cavaliere dei Leoni", e non più "il Cavaliere dalla Triste Figura")


martedì 19 febbraio 2019

Piedi di cristallo e mani di indurita neve





e non ebbero fatti venti passi quando, dietro un masso, videro un giovane seduto ai piedi di un frassino, vestito da contadino, del quale per il momento non potevano scorgere il viso perché si stava lavando i piedi in un ruscello che lì presso correva, e perciò lo teneva chinato; ed essi gli si avvicinarono così silenziosamente che egli non li udì, intento com’era, a lavarsi i piedi, che erano tali da sembrare due pezzi di bianco cristallo spuntati fra mezzo i ciottoli del fiume. Li stupì la bianchezza e la bellezza di quei piedi, sembrando loro che non fossero fatti a calpestar zolle di terra, né a seguire un aratro e dei buoi ( … ). Il giovane si tolse il berretto e si mise a scuoter la testa da una parte all’altra e a quel gesto si andarono sciogliendo e spargendo dei capelli che i raggi del sole avrebbero potuto invidiare. Così si resero conto che quello che sembrava un contadino era invece una donna ( … ). I lunghi e biondi capelli non solo le ricoprivano le spalle, ma ne nascosero tutta la persona, e se non fosse stato per i piedi, nient’altro si sarebbe visto di lei , tanti e tali erano. E a questo punto, le fecero da pettine delle mani tali, che se i piedi nell’acqua erano parsi cristallo, le mani tra i capelli parvero di indurita neve.

Da Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes ed. Einaudi


( Il dipinto è di John William Waterhouse )

lunedì 19 febbraio 2018

Mulini a vento


Nel libro di Cervantes, Don Chisciotte si trova ad affrontare anche un mulino ad acqua (succede nel capitolo XXIX della seconda parte), ed è un'avventura divertente ma è difficile trovare qualcuno che se ne ricordi. Tutti ricordano invece, anche senza aver letto il libro, la sua epica battaglia contro i mulini a vento scambiati per giganti.

- Quali giganti? - disse Sancio Panza.
- Quelli - rispose il padrone - che tu vedi laggiù, con le braccia lunghe, che taluni ne sogliono avere quasi di due leghe.
- Guardate - rispose Sancio - che quelli che si vedono laggiù non son giganti, bensì mulini a vento, e quel che in essi sembrano braccia sono le pale che, girate dal vento, fanno andare la macina del mulino.
- Si vede bene - rispose don Chisciotte - che in fatto d'avventure non sei pratico: son giganti quelli. E se hai paura, scostati di lì e mettiti a pregare mantre io vado a combattere con essi fiera e disuguale battaglia.
E così dicendo spronò il cavallo Ronzinante, senza badare a quello che gli gridava lo scudiero (...)
(Miguel de Cervantes, Don Chisciotte, capitolo VIII, parte prima) (ed.Sansoni 1949, traduzione di Alfredo Giannini)

Georg Wilhelm Pabst nel suo film mette questo episodio alla fine, con ottima sintesi considerando che un film di un'ora e mezza non può contenere tutto il Quijote. Sconfitto dai mulini a vento, Don Chisciotte viene riportato a casa su un carro, come in gabbia; una volta arrivato a casa trova che stanno bruciando i suoi libri, e muore tra le braccia di Sancio. Ma i libri, miracolosamente, rinascono dalle loro ceneri.

Un uomo che impazzisce quando arriva davanti a una valle di mulini a vento: succede in "Segni di vita" (Lebenszeichen, 1968) uno dei primi film di Werner Herzog. L'uomo è un militare, le conseguenze potrebbero essere tragiche. Le pale eoliche oggi sono abbastanza comuni, nel 1968 (su un'isola greca) era sicuramente qualcosa di inaspettato.
(Pablo Picasso)

La cavalcata di Don Chisciotte è stata messa in musica tante volte: nell'opera di Massenet c'è anche Ronzinante (gli zoccoli al galoppo un po' scombinato, resi dalle percussioni), nel film di Pabst le musiche sono di Jacques Ibert, nel poema sinfonico di Richard Strauss (con la macchina del vento in partitura), e prima ancora (in modo giocoso) da Georg PhilippTelemann.  Le musiche citate nel libro di Cervantes, quelle originali cinquecentesche e seicentesche (Don Chsciotte canta e suona, nel libro, e con bella voce) sono state incise da Jordi Savall in cd più libro (dischi Alia Vox).

venerdì 27 gennaio 2017

Romero



         Don Quixote di Walter Solon Romero
"sarebbe bene, Sancio, che tornassi a medicarmi quest'orecchio, che mi duole più del necessario". Fece Sancio ciò che gli veniva ordinato, e uno dei caprai, osservando la ferita, gli disse di non preoccuparsi, che ci avrebbe messo lui un medicamento che l'avrebbe fatta guarire facilmente. E staccate alcune foglie di rosmarino, che si trovava lì in abbondanza, le masticò, le mescolò con un pò di sale e applicategliele ben bene all'orecchio, glielo bendò accuratamente, assicurandogli che non avrebbe avuto bisogno di altra medicina; e così fu.

 da  Don Chisciotte della Mancia di M. Cervantes
 ed. Einaudi