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mercoledì 29 agosto 2018

Albicocchicidio

Per me le albicocche erano una festa. Quando arrivava la loro stagione rischiavo il mal di pancia, c'era sempre qualcuno che aveva la pianta e quando le piante decidono di dare frutti lo fanno in grande stile, e quindi il proprietario della pianta le regala a chiunque capiti. C'era abbondanza, e in alternativa c'erano pur sempre i negozi di fruttivendolo. Da qualche anno (ormai troppi) succede questo: le albicocche non sono più buone. Non dico "buone come prima", ma proprio insapori, dure, belle a vedersi ma nemmeno lontane parenti delle albicocche vere. Le albicocche sono state cambiate, manipolate: tanto per cominciare non sono più leggeremente pelose, come le pesche, ma liscie come biglie. Non servono nemmeno gli ogm, per questi cambiamenti: bastano gli incroci "old style" per ottenere queste mostruosità, è il marketing che comanda e da quando comanda il marketing (cioè i manager astutissimi che ci sono dietro queste operazioni) sono sparite le cose più buone e proliferano i "mostri", le albicocche lisce e dure, le pesche che marciscono prima di maturare, le angurie senza semi, i pomodori senza sapore, e chissà cos'altro ancora ci aspetta. 

domenica 8 aprile 2018

Da piccolo


Da piccolo credevo che le albicocche secche fossero orecchie, e mi domandavo a quali infelici fossero state tagliate. Quando fui costretto a assaggiarne una, prelevandola da una composizione natalizia di datteri e frutta candita, mi dissi:" Di questo dunque sanno le orecchie".

Michele Mari, Tu, sanguinosa infanzia, ed. Einaudi