Il vecchio parroco di Huskirchen, Kolb,
conversava a bassa voce con le sue parrocchiane, la vedova
Wermelskirchen, che era la più giovane, e la suocera di Gruhl, una
vedova Leuffen nata Leuffen, più attempata. I tre stavano dibattendo
su un tema che non poteva interessare nessun altro dei presenti: quale fosse il cane che la
notte prima aveva abbaiato a Huskirchen. La signora Wermelskirchen
sosteneva che poteva essere stato solo “ Bello ", il cane da
pastore di Grabel, quello della trattoria; invece la signora Leuffen
puntava su “ Nora ”, barbone dei Berghausen, mentre il parroco
sosteneva tenacemente la tesi che era stato “ Pitt ”, il collie
di Leuffen il carrozziere; fece bonariamente notare che a causa
dell’età passava qualche notte insonne sicché riconosceva tutti i
cani di Huskirchen da come abbaiavano: “ Pitt ”, per esempio, il
collie del carrozziere Leuffen, era una bestia molto intelligente e
sensibile, sempre attenta, entrava in azione al minimo fruscio;
incominciava ad abbaiare perfino quando lui, il parroco, qualche
volta in piena notte apriva la finestra per far uscire il fumo del
tabacco. “ Bello ” invece, il cane da pastore dei Grabel, non si
svegliava nemmeno quando lui, come spesso capitava, faceva una
passeggiata notturna per prendere un po’ d’aria fresca,
attraverso “ il suo paese addormentato ”, dalla parrocchia fino
al tiglio e sempre lo stesso tratto, avanti e indietro. Quanto al
barboncino dei Berghausen, quello era troppo pauroso per abbaiare
anche ammesso che si svegliasse.Il cavallo di Brunilde si chiama Grane (cfr. Richard Wagner, Il crepuscolo degli dèi). Nomen Omen? Noi speriamo di no...
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martedì 28 novembre 2017
Voci nella notte
Il vecchio parroco di Huskirchen, Kolb,
conversava a bassa voce con le sue parrocchiane, la vedova
Wermelskirchen, che era la più giovane, e la suocera di Gruhl, una
vedova Leuffen nata Leuffen, più attempata. I tre stavano dibattendo
su un tema che non poteva interessare nessun altro dei presenti: quale fosse il cane che la
notte prima aveva abbaiato a Huskirchen. La signora Wermelskirchen
sosteneva che poteva essere stato solo “ Bello ", il cane da
pastore di Grabel, quello della trattoria; invece la signora Leuffen
puntava su “ Nora ”, barbone dei Berghausen, mentre il parroco
sosteneva tenacemente la tesi che era stato “ Pitt ”, il collie
di Leuffen il carrozziere; fece bonariamente notare che a causa
dell’età passava qualche notte insonne sicché riconosceva tutti i
cani di Huskirchen da come abbaiavano: “ Pitt ”, per esempio, il
collie del carrozziere Leuffen, era una bestia molto intelligente e
sensibile, sempre attenta, entrava in azione al minimo fruscio;
incominciava ad abbaiare perfino quando lui, il parroco, qualche
volta in piena notte apriva la finestra per far uscire il fumo del
tabacco. “ Bello ” invece, il cane da pastore dei Grabel, non si
svegliava nemmeno quando lui, come spesso capitava, faceva una
passeggiata notturna per prendere un po’ d’aria fresca,
attraverso “ il suo paese addormentato ”, dalla parrocchia fino
al tiglio e sempre lo stesso tratto, avanti e indietro. Quanto al
barboncino dei Berghausen, quello era troppo pauroso per abbaiare
anche ammesso che si svegliasse.mercoledì 15 marzo 2017
Di marzo
Heinrich Böll, Opinioni di un clown, ed. Mondadori
traduzione di Amina Pandolfi
Böll ci mette accanto a Hans, un giovane uomo d'estrazione alto borghese che invece di pensare a porre per sè le basi di un solido futuro, si tiene distante da ogni progetto, da ogni illusione, da ogni idea preconcetta e, da clown, rappresenta la grande buffoneria che è l'esistenza, tanto più falsa, quanto più pretende di essere autentica. Il romanzo si risolve nel lungo colloquio che Hans intrattiene col lettore il quale non può, alla fine, che arrendersi alla triste evidenza dell'ipocrisia individuale e collettiva. La citazione che ho sopra riportato è nell'ultima pagina del romanzo. Quella che trascrivo sotto è invece una delle tante espressioni fulminanti in cui ci si imbatte durante la lettura del romanzo.
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| Heinrich Böll |
"La gente ricca riceve molti più regali di quella povera; e quello che deve proprio comprare, lo ha sempre molto più a buon prezzo."
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