Il dipinto, datato 1474, è uno dei più
famosi, e si trova a Brera: come sempre in Piero della Francesca ci
si trova davanti a qualcosa di meraviglioso, e di spiazzante. Vengono
sempre i brividi davanti a Piero della Francesca, non solo per la
bellezza delle sue composizioni. E' come se Piero avesse accesso a
qualcosa di soprannaturale, penso che sia l'impressione di molti di
noi davanti alla Madonna del Parto, o ai capolavori conservati a
Urbino. Piero della Francesca è tutto così, ma questo dipinto fa
nascere più di un interrogativo anche allo sguardo più distratto.
Prendo allora un libro, il primo che mi capita sotto mano, e cerco
una descrizione fatta come si deve:
«... Nella "Pala Brera"
ritroviamo immagini e motivi familiari in un'impaginazione di
eccezionale grandiosità: il profilo di Federico di Montefeltro
sull'armatura rutilante di riflessi in primo piano e l'architettura
dipinta entro la quale sono situate le figure richiamano la perfetta
prospettiva della Flagellazione. Dieci figure di santi sono disposte
a semicerchio intorno all'immagine della Vergine con il Bambino e
riecheggiante, sottolineandolo, l'andamento della nicchia, che
conclude l'abside a specchiature marmoree e lesene classiche sullo
sfondo; dalla conchiglia nel catino absidale pende un guscio di uovo
di struzzo, simbolo della Creazione e dei quattro elementi secondo la
letteratura medievale, ovvero dello spazio centrico, armonico e
perfetto, secondo l'ideale rinascimentale; si tratta comunque di un
efficace elemento di definizione spaziale nella complessa geometria
della composizione, guidata da princìpi di rapporti e rispondenze
armoniche. (...) »
(pag.217 volume V Storia dell'Arte
ed.De Agostini, autore non specificato)
