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martedì 4 settembre 2018

Lay, Lady, Lay


Lay Lady Lay mi piace e non  perché tenda a identificarmi nella lady a cui viene chiesto di lasciarsi andare da un Bob Dylan che, con una voce dal timbro caldo, quasi tenorile, promette alla donna di far brillare i colori che ha nella mente, proprio tutti, a partire probabilmente dall’ottone lucente del letto  su cui la Lady dovrebbe stendersi e rimanere while the night is still ahead.


In realtà ho acquisito nozione  del significato del testo solo pochi giorni fa; come mi succede spesso,
faccio passare in secondo piano il contenuto dinanzi a una musica che trovo attraente, che mi incanta e quella di Lay, Lady, Lay ha questi requisiti.
Il brano è del 1969 e avrebbe dovuto essere il leitmotiv della colonna sonora di Un uomo da marciapiede. Forse per un ritardo nella consegna nel pezzo, John Schlesinger, il regista del film, si orientò per Everybody’s talking di Harry Nilsson, un’altra meravigliosa canzone che ha in comune con il brano di Dylan il potere di generare un sentimento indefinito e, proprio per questo,  piacevolissimo da provare.



Un clic qui per ascoltare il brano