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venerdì 10 maggio 2019

La canzone del cucù


(foto da wikipedia.it )


La canzone del cucù, scritta appositamente da Marvin Hatley nel 1928, è il "marchio di fabbrica" di Stan Laurel e Oliver Hardy e tutti la ascoltiamo sempre con piacere: non per la musica in sè (non è certo un capolavoro) ma perché sappiamo bene che stiamo per vedere (o rivedere) qualcosa di bello.
Non mi sembra però che assomigli davvero al canto del cuculo: lo sto ascoltando proprio in questi giorni, il vero cucù, ed è più lento e scandito. Insomma, il cucù fa davvero cu-cu e non in un altro modo; ma tutto questo, si sa, non ha alcuna importanza quando ci prepariamo per stare in compagnia di Stan e Ollie. (qui per riascoltarla)

giovedì 2 maggio 2019

Il cigno di Tuonela


Tuonela è il nome dell'aldilà nella mitologia finnica; è il regno dei morti, ed è molto simile all'Ade come viene descritta nei poemi greci. L'eroe Lemminkäinen deve superare tre prove per avere la fanciulla che ama, e la terza consiste nell'uccisione del cigno guardiano dell'Aldilà. Lemminkäinen riesce nelle prime due prove, ma verrà ucciso nell'accingersi alla terza: non dal cigno, ma da un abitante di Tuonela. Come nel mito di Iside e Osiride, Lemminkäinen verrà poi resuscitato dalla madre, che ripescherà dal fiume il suo corpo dilaniato, ne ricostruirà le menbra e gli darà la vita.


(Hilma af Klint 1915)
Non sappiamo molto di più sul Cigno di Tuonela, e per noi, abituati a pensare a Cerbero e Caronte, vedere un cigno associato alla guardia dell'Oltretomba è certo una cosa strana; ma così è e non rimane che prenderne atto. A questo mito potrebbe essere legato anche il cigno di Lohengrin, e le fiabe dei fratelli Grimm dove il cigno è una trasformazione stregonesca di esseri umani.


La storia di Lemminkäinen e del Cigno di Tuonela viene dal Kalevala, poema nazionale finlandese la cui redazione moderna venne completata nel 1835 da Elias Lonnröt che andò a trascrivere le ballate popolari della Carelia, della Finlandia e dell'area nordica, anticipando in questo lavoro Bela Bartok, Zoltan Kodalyi, Alan Lomax, Diego Carpitella e Roberto Leydi, e tutti quelli che nel Novecento lavorarono per non far dimenticare il nostro passato. Ai tempi di Lonnröt non esistevano ancora i mezzi per registrare le voci, e dispiace perché è in quel modo, a memoria e cantando, che furono tramandati per secoli anche l'Odissea, l'Iliade, il Mahabharata, la Bhaghavadgita...


Al Kalevala si ispirò Jan Sibelius (1865-1917) per un ciclo di poemi sinfonici, tra i quali c'è anche "Il cigno di Tuonela". E' un brano famoso, molto eseguito in concerto dai più grandi direttori d'orchestra.
(qui per l'ascolto)