Rientrai nel teatro col Riccardo III di
Shakespeare, per la regia di Ronconi. (...) La traduzione era di
Rodolfo Wilcock, letterato fine e personaggio singolare. L'avevo
conosciuto a Velletri, dove viveva in una casa disadorna alitante di
piccoli misteri. Gigi Proietti racconta di avere un giorno visitato
Wilcock per parlare di una versione del Faust di Marlowe; Wilcock
esponeva il suo pensiero con voce pacata quando un gatto attraversò
la stanza DICENDO distintamente: «Io vado fuori, mi sono seccato.»
Lo scrittore continuò a discorrere; dopo un paio di minuti Gigi non
resse e chiese stupefatto: «Ma... io ho visto passare un gatto, poco
fa...». «Sì, sì, il mio gatto.» «Ho capito, ma... Parla?» E
Wilcock, secco: «Sì, ma non sempre. Dicevamo dunque che Faust...»
