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martedì 21 marzo 2017

Bip Bip

Come tutti, ho sempre pensato che Bip Bip fosse uno struzzo; come tutti quelli che sanno un pochino di inglese, ho pensato che "roadrunner" significasse solo la sua traduzione letterale, "uno che corre sulla strada". Invece mi sbagliavo, non solo Bip Bip non è uno struzzo, ma "roadrunner" è il nome di un uccello che esiste per davvero, diffuso in molti Stati americani e anche in Messico.


Da noi non esiste, ma a Hollywood e dintorni certamente è una presenza familiare; sa volare ma il più delle volte cammina, velocemente, non veloce come Bip Bip ma quello lo si dà per scontato. Una gallina, verrebbe da dire a vederlo qui da noi, abituati ai polli, ai fagiani, ai piccioni, che hanno abitudini abbastanza simili. Invece no, il roadrunner è parente del cuculo. Il suo nome scientifico è Geococcyx californianus, ed appartiene alla famiglia dei Cuculidae.


Stabilito tutto questo, prendo in mano la foto del Geococcyx californianus e il disegno del cartoon, e li confronto: no, bipbip, ciuffetto a parte, non somiglia molto al roadrunner. Somiglia di più a uno struzzo. Ha qualcosa del roadrunner, ma per me resterà sempre uno struzzo. Anzi, no, Beep Beep (per usare la grafia originale, almeno una volta in questo post) è una Creatura Fantastica, forse anche Mitologica, e come tale va trattata. Quanto al Coyote, beh, lui è umano. Umanissimo. Quanti sforzi facciamo anche noi, quante preoccupazioni, quanta insistenza sui dettagli, per poi scoprire alla fine che è stato tutto inutile...
Ma del Coyote per oggi non ci occupiamo, ne parleremo a tempo debito: Beep Beep mi è già scappato via, l'ho fermato per un istante ma chissà dov'è a quest'ora. Scusatemi, corro a vedere dov'è andato. Devo. Devo proprio. I'm sorry, but I must.


(nelle immagini: il roadrunner da Wikipedia; un disegno originale di Chuck Jones; et moi)

martedì 14 febbraio 2017

Struzzi


Il terzo giorno continuammo in modo piuttosto irregolare il nostro cammino, dato che mi stavo occupando dell'esame di alcuni giacimenti di marmo. Vedemmo sulle belle praterie molti struzzi (Struthio rea). Alcuni branchi arrivavano a venti o trenta individui. Quando erano fermi su qualche piccola prominenza e si vedevano contro il cielo chiaro, avevano un aspetto maestosissimo. Non ho mai incontrato in nessun'altra parte del mondo struzzi così domestici; era facile galoppare fino a breve distanza da loro, ma essi allora, allargando le ali, partivano a vele spiegate e ben presto lasciavano indietro il cavallo.
(Charles Darwin, Viaggio di un naturalista intorno al mondo, pag.64 ed. Giunti 2002, traduzione di Mario Magistretti) (qui Darwin stava viaggiando tra Cile e Argentina)
(il disegno è del 1916, di Martin Erich Philipp)