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giovedì 18 giugno 2020

Su queste rose


Su queste rose, sbocciate nella notte, riposa in questo letto profumato, o mio diletto Faust, riposa!
Nel sonno tuo voluttuoso, dove vermigli baci ti sfioreranno, dove i fiori apriranno sopra il tuo giaciglio le loro corolle, il tuo orecchio intenderà le divine parole. Ascolta, ascolta! Gli spiriti della terra e dell'aria, per il tuo sogno, cominciano un soave concerto.
(Hector Berlioz, La dannazione di Faust, parte seconda, l' aria di Mefistofele che introduce il sogno di Faust)
(Beatrix Potter, 1896)

Voici des roses,
De cette nuit écloses.
Sur ce lit embaumé,
Ô mon Faust bien-aimée,
Répose!
Dans un voluptueux sommeil
où glissera sur toi plus d'un baiser vermeil,
où des fleurs pour ta couche ouvriront leurs corolles,
ton oreille entendra de divines paroles.
Écoute! Écoute!
Les esprits de la terre et de l'air
commencent, pour ton rêve, un suave concert.
(La Damnation de Faust, testo di Gérard de Nerval, Héctor Berlioz, L.Gandonnière, tratto dal Faust di Goethe).
qui  e qui  per l'ascolto

mercoledì 21 dicembre 2016

Una pulce gentile



Viviamo in un'epoca fortunata: non abbiamo frequentazioni con le pulci. Nei secoli passati, invece, le pulci erano compagnia quotidiana dei nostri avi. Compagnia non certo gradita, ma ci si poteva anche scherzare sopra: come fa Goethe nel Faust, che ci costruisce sopra una canzone da osteria. Volendo, si può ascoltare come l'ha messa in musica Héctor Berlioz (in francese, però)


Hector Berlioz, Méphistophélès's aria from La Damnation de Faust ( clic qui per l'ascolto )

Une puce gentille
Chez un prince logeait.
Comme sa propre fille,
Le brave homme l'aimait,
Et, l'histoire assure,
À son tailleur un jour
Lui fit prendre mesure
Pour un habit de cour.
L'insecte, plein de joie
Dès qu'il se vit paré
D'or, de velours, de soie,
Et de crois décoré.
Fit venir de province
Ses frères et ses sœurs
Qui, par ordre du prince,
Devinrent grands seigneurs.
Mais ce qui fut bien pire,
C'est que les gens de cour,
Sans en oser rien dire,
Se grattaient tout le jour.
Cruelle politique!
Ah! plaignons leur destin,
Et, dès qu'une nous pique,
Ecrasons-la soudain!

Ballata della pulce, dal Faust di Goethe
C'era una volta un re che aveva una gran pulce che egli amava non poco, come se fosse stata suo figlio. Chiamò il suo sarto e il sarto venne: « Misura i vestiti al signore, misuragli i calzoni!»
Venne vestita di velluto e di seta, ebbe nastri e decorazioni, fu persino ministro e portava una grande stella sul petto; allora i suoi fratelli e le sue sorelle diventarono importanti a corte; e dame e signori a corte vennero assai tormentati, la regina e le ancelle pizzicate e morsicate. Ma non era permesso di schiacciare la grande pulce e di cacciarla via grattandosi; noi però le schiacciamo e le affoghiamo subito, quando una ci pinza.

(traduzione di Giovanni Amoretti, dal Faust di Goethe, scena della cantina di Auerbach a Lipsia)

(il dipinto è di Giuseppe Maria Crespi; il disegno è di Ray Caesar)