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sabato 31 agosto 2019

Bambino o porcellino?


- Bimbo - dice Eliana, tirando fuori dalla scatola un pupazzetto di plastica.
- E' un porcellino - dico io, riconoscendo Porky Pig.
- No, bimbo - mi corregge Eliana (due anni e quarantacinque giorni), e io concordo. Sì, è un bimbo: del resto, Porky Pig somiglia tantissimo a un bambino e anche questa non è mica una novità. Bugs Bunny e Daffy Duck si comportano da umani ma sono visibilmente ancora un coniglio (o una lepre? i cartoons giocano spesso sulla somiglianza) e un'anatra. Invece con Porky Pig e con Elmer Fudd (Taddeo) i confini si attenuano e siamo in una zona di passaggio. I tre porcellini, per esempio, sono visibilmente dei porcellini; ma alla fine dei Looney Tunes ricordarsi se c'era Porky Pig o Elmer Fudd per me è sempre stato difficile. Umano o maialino? Cacciatore o preda? Lascio i dubbi a un'altra occasione (più seria) e vado a seguire Eliana in una nuova avventura: adesso ha preso in mano un peluche bianco di quelli morbidissimi e pelosi, e non ha dubbi.
- Roar - dice Eliana (beh, più o meno). Per noi è un gatto, per lei è un leone. Lo guardo bene, in effetti ha un bel po' di criniera (anche sotto il collo) e vorrebbe essere l'imitazione di un persiano; ma per me, da adesso in poi, sarà sicuramente e per sempre un leone. Vorrai mica che dia torto ad Eliana?



PS: per chi se lo ricorda (spero un buon numero) sull'equivoco bambino / porcellino si gioca anche nel capitolo VI di "Alice nel Paese delle Meraviglie" (Pig and pepper)


mercoledì 10 aprile 2019

Il Cavaliere dai Leoni


Al che rispose il carrettiere:
- Il carro è mio; dentro ci sono due bei leoni ingabbiati che il Generale di Orano manda a Madrid in dono a Sua Maestà; le bandiere sono del Re nostro signore, a indicare che qui c'è roba sua.
- E sono grossi cotesti leoni? - chiese Don Chisciotte

(Miguel de Cervantes, Don Quijote, parte seconda capitolo 17)

(Hayez, autoritratto)

(da qui in avanti, dopo questa avventura, Don Chisciotte chiederà di essere chiamato "il Cavaliere dei Leoni", e non più "il Cavaliere dalla Triste Figura")


venerdì 23 febbraio 2018

Dr. Livingstone, I suppose.


 ( Ligabue, 1956 )
La sensazione di essere nelle grinfie di un grande felino è forse un po' meno terribile di quanto ci immaginiamo, come risulta dall'esperienza che il dottor Livingstone fece con un leone: «Si è indotti in una specie di stato sognante, in cui non si soffre né si ha paura. Assomiglia a quello descritto dai pazienti narcotizzati con il cloroformio, i quali vedono tutta l'operazione ma non sentono il coltello... E' probabile che questa condizione si produca in tutti gli animali uccisi dai carnivori; e in tal caso è un provvedimento misericordioso del nostro benevolo creatore per lenire la sofferenza della morte». 
 (Viaggi missionari)

Bruce Chatwin, Le vie dei canti, pag.256,
traduzione di Silvia Gariglio, ed.Adelphi 1991


( Alfred Kubin )


lunedì 13 marzo 2017

Il leone di San Gerolamo

Tra i dipinti dei grandi pittori, nelle gallerie dei Musei o nei libri, il più facile da riconoscere tra i santi raffigurati è San Gerolamo: un vecchio con in mano un libro, spesso poco vestito, che ha al suo fianco un leone. Il libro è la Bibbia, che San Gerolamo tradusse in latino: è la cosiddetta Vulgata, ancora oggi in uso nei paesi cattolici. San Gerolamo (347-420) fu uno dei Padri del Deserto, che nei primi secoli del Cristianesimo vissero da eremiti in Egitto e in Terra Santa, nel deserto: da qui l'essere poco attento al vestiario. Il leone viene dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, testo fondamentale per iconografia e simbologia, scritto tra il 1260 e il 1298: un leone ferito a una zampa da una spina fu guarito da San Gerolamo e da allora non lo abbandonò più. Il leone è inoltre simbolo della violenza e della forza bruta vinte dalla pietà. (qui sotto, Antonio Colantonio, Napoli 1445)


Dimenticandosi per un attimo di San Gerolamo (se possibile) è interessante guardare i leoni dipinti dai grandi pittori del Rinascimento. Sono davvero tanti, tanti quanti i San Gerolamo, che è uno dei personaggi storici più ritratti dai grandi pittori: ovviamente sono tutti dipinti di fantasia, non abbiamo nessun ritratto del vero San Gerolamo.