Visualizzazione post con etichetta Britten. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Britten. Mostra tutti i post

sabato 10 giugno 2023

A proposito di

 


                                  BRITTEN


qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui i post miei e di Giuliano su composizioni di Benjamin Britten

domenica 7 marzo 2021

Moonrise Kingdom ( Una fuga d'amore )





Nei film di Wes Anderson la trama è solo un pretesto per portare chi guarda la storia in ambienti che, pur essendo luoghi fisici, sono spazi mentali, tanto è sottolineata la loro sostanziale identità con i personaggi che li abitano e il loro sentire. Sono spazi animati e coloratissimi e i personaggi vi si collocano naturalmente e felicemente. 

lunedì 15 giugno 2020

Sonnet to sleep


Negli anni del Secondo conflitto mondiale, Benjamin Britten compose tre cicli di liriche per Peter Pears, il tenore di cui si stava innamorando. Si tratta di Les Illuminations, di Seven Sonnets of Michelangelo e di Serenade.
Il terzo e ultimo ciclo di liriche, Serenade, è costituito da sei poesie di autori inglesi ( Cotton, Tennyson, Blake, un anonimo del XVsecolo, Ben Jonson, Keats ) tutte vertenti sullo stesso tema, il rimpianto dell'età dell'innocenza.
La composizione di Keats che Britten sceglie è Sonnet to sleep.
Il sonetto è un'invocazione.
Il poeta chiede al lieve e premuroso sonno di chiudergli gli occhi, perchè la luce non possa ferirlo e, una volta al buio, di serrare lo scrigno in cui riposa la sua anima quieta, perchè la curiosa e molesta coscienza, come una talpa, non possa scavare nel suo cuore procurandogli sofferenza.



Qui per l'ascolto

Sonnet to sleep

O soft embalmer of the still midnight,
Shutting, with careful fingers and benign,
Our gloom-pleas'd eyes, embower'd from the light,
Enshaded in forgetfulness divine:
O soothest Sleep! if so it please thee, close
In midst of this thine hymn my willing eyes,
Or wait the "Amen," ere thy poppy throws
Around my bed its lulling charities.
Then save me, or the passed day will shine
Upon my pillow, breeding many woes,--
Save me from curious Conscience, that still lords
Its strength for darkness, burrowing like a mole;
Turn the key deftly in the oiled wards,
And seal the hushed Casket of my Soul.


John Keats

martedì 24 aprile 2018

Britten's cuckoo


Benjamin Britten mette in musica il cuculo almeno due volte, la prima a 19 anni. E' una composizione brevissima, meno di due minuti, su testo di Jane Taylor. Una composizione per bambini, ma Britten sapeva trarre piccole meraviglie anche dai cori per i bambini.  (qui)

Cucù, cucù, cosa fai tu?
« In aprile, faccio i miei progetti;
in maggio, canto notte e giorno;
in giugno, cambio la mia canzone;
in luglio, volo via lontano;
in agosto devo essere via da qui.»
Cucù, cucù.
Cuckoo!

testo di Jane Taylor , da "Tom Tiddler's Ground"

Cuckoo, Cuckoo, what do you do?
"In April I open my bill;
In May I sing night and day;
In June I change my tune
In July Far far I fly;
In August away I must."
Cuckoo, Cuckoo!

Benjamin Britten, da "Friday afternoons op.7"

Il secondo cuculo di Benjamin Britten è su testo dell'elisabettiano Edmund Spenser e fa parte della "Sinfonia di primavera", l'opera 44 ("Spring Symphony op.44"): "L'allegro cucù, messaggero della primavera..." (qui)  Così inizia, ma qui mi fermo con la traduzione perché il testo è pieno di simboli e di immagini difficili da tradurre, al di là dell'inglese elisabettiano. Un altro pezzo molto breve, due minuti circa, che fa parte di una lunga e complessa cantata costruita sui versi dei grandi poeti inglesi.

The merry cuckow, messenger of spring
His trompet shrill hath thrise already sounded:
that warnes al louers wayt upon their king,
who now is comming forth with girland crouned.
With noyse whereof the quyre of Byrds resounded
their anthemes sweet devized of loves prayse,
that all the woods theyr ecchoes back rebounded,
as if they knew the meaning of their layes.
But mongst them all, which did Loves honor rayse,
no word was heard of her that most it ought,
but she his precept proudly disobayes,
and doth his ydle message set at nought.
Therefore O love, unlesse she turne to thee
ere Cuckow end, let her a rebell be.

(Edmund Spenser)

(Peter Pears, Kathleen Ferrier, Benjamin Britten)


martedì 10 aprile 2018

Tempesta di mare



In mezzo a una tempesta di mare non ci sono mai stato, però è facile immaginare come ci si sente (non bene). Vivaldi ha scritto almeno due concerti con questo nome, e sono molto belli ma non sono sicuro che rendano l'idea. Si tratta del Concerto per flauto oboe e fagotto RV 433 (FXII n.28) "Tempesta di mare",  (qui) e del Concerto per violino, archi e basso continuo op.8 n.5 RV 253 "Tempesta di mare" (l'opera 8 di Vivaldi, "Il cimento dell'armonia e dell'invenzione", comprende anche le famose "Quattro Stagioni") (qui). Due concerti molto belli, ma l'elemento drammatico è quasi del tutto assente; per sapere cosa era capace di fare Vivaldi in proposito bisognerà dunque rivolgersi al Temporale dall'estate delle Quattro Stagioni, davvero molto realistico.
 


Per capire cos'è una tempesta di mare forse è meglio rivolgersi a Benjamin Britten, i Quattro interludi marini dall'opera Peter Grimes (qui), e di sicuro con l'Otello di Giuseppe Verdi ci siamo proprio dentro, una tempesta di mare da far paura (qui). Sul molo di Cipro, ad osservare la nave di Otello e di Desdemona in mezzo alla tempesta, c'è anche Jago: che commenta con queste parole, "l'alvo frenetico del mar sia la sua tomba". Però poi la nave arriva in porto, anche se noi sappiamo che il sereno durerà poco. Otello è Shakespeare, e Shakespeare rimanda subito a "La Tempesta": ma qui mi conviene di fermarmi, altrimenti gira davvero la testa - ma per le vertigini, non per il mal di mare.


(i dipinti sono di Turner)




venerdì 6 ottobre 2017

J'ai tendu des cordes



Rimbaud scrive Illuminations negli anni in cui si muove tra Charleville, Parigi, Bruxelles, Londra, dunque tra il 1872 e il 1874. Il manoscritto dell'opera, affidato a Verlaine, verrà pubblicato nel 1885, all'insaputa di Rimbaud, su una rivista parigina.

Benjamin Britten mette in musica diversi componimenti di Rimbaud tratti da  Illuminations. Trovo particolarmente suggestivo un frammento tratto dalla sezione Phrases . E' qui ( è brevissimo )

J'ai tendu des cordes de clocher à clocher; des guirlandes de fenêtre à fenêtre; des chaînes d'or d'étoile à étoile, et je danse.


Ho teso corde da campanile a campanile ; ghirlande da finestra a finestra ; catene d’oro da stella a stella, e danzo.






Vrubel, Il demone



Qui Les Illuminations di B. Britten commentate da Ian Bostridge



lunedì 12 giugno 2017

Il filtro di Puck e la ninna nanna di Benjamin







Sono tante le citazioni e le riscritture teatrali , cinematografiche  qui ) e musicali di Sogno di una notte di mezza estate. Per fare un solo esempio, la marcia nuziale a tutti familiare non è altro che uno dei momenti dell' Ein Sommernachtstraum di Felix Mendelssohn Bartholdy . Anche Benjamin Britten ha scritto una meravigliosa versione della celebre opera shakespeariana. Mi è ritornata in mente leggendo le pagine che Alex Ross dedica al compositore inglese nel suo Il resto è rumore

mercoledì 1 marzo 2017

L'ora amica




Giro di vite  ( The turn of the screw – 1898- ) di Henry James è un lungo racconto ambientato in una località remota e isolata dell'Essex. C’è una dimora gentilizia, ci sono due bambini orfani, pieni di grazia  e innocenti, c’è una giovane istitutrice che si occupa di loro ma ci sono soprattutto due ombre, due presenze, una maschile, l’altra femminile che portano inquietudine e disordine nel piccolo mondo ameno e armonioso in cui la protagonista -e voce narrante- del racconto svolge la sua mansione di educatrice. La pagina che riporto è tra le più importanti del racconto. L’istitutrice sta per vedere qualcosa che la turberà profondamente. Come spesso succede nella vita, la visione inquietante segue un momento invece sereno, quello in cui la protagonista del racconto si dice contenta del lavoro che sta facendo e in pace con la propria coscienza.

lunedì 2 gennaio 2017

L'arca di Benjamin Britten


Noye’s Fludde, ( Il diluvio di Noè ) viene composto da Benjamin Britten per essere rappresentato da bambini, ragazzi, adulti professionisti e dilettanti, rispettando funzione e stile delle Sacre rappresentazioni medievali. Il libretto dell'opera è infatti  tratto dai Miracle Plays di Chester, la città inglese che nel Medioevo, per la festa del Corpus Domini, diveniva un grande palcoscenico per compagnie improvvisate che, nelle chiese e per le strade, rappresentavano  episodi biblici. I Miracle Plays non avevano solo una funzione educativa: nel Noye's Fludde ci sono anche situazioni comiche; una di queste riguarda la moglie di Noè che non ha alcuna intenzione di entrare nell'arca.
L’opera si apre con l’invocazione della salvezza da parte di un coro di bambini, seguita dall’annuncio di Dio di un diluvio prossimo e dalla costruzione dell’arca da parte di Noè e dei suoi familiari. Gli animali, per mettersi in salvo, entrano a coppie nell’imbarcazione. Finito Il diluvio,  Noè invia un corvo e una colomba per capire se le acque si sono ritirate e se è possibile lasciare il provvisorio rifugio. La gentile colomba torna portando nel becco un ramoscello d'ulivo, mentre il corvo, meno premuroso, rimane a scrutare i movimenti delle sue possibili prede sulla terra asciutta.