Tyger, tyger, burning bright
in the forests of the
night,
what immortal hand or eye
could frame thy fearful
symmetry?
(William Blake, the
Tyger)
Questa
di William Blake, a guardarla bene, soprattutto se si prende il ritmo
giusto, è una conta: di quelle che si fanno da bambini per stabilire
chi "sta sotto". Una volta che si è cominciato a leggerla
così, in tono felicemente infantile, si va avanti con leggerezza
quasi fino alla fine ma, poi, quel "fearful symmetry" rende
d'improvviso tutto molto serio. Una simmetria che fa paura, troppo
perfetta, spaventosa. (Succede anche per la vita, la vita su questa
Terra: le molecole legate alla vita sono quasi tutte asimmetriche -
ma è un discorso complicato, bisogna sapere un po' di chimica
organica, e quindi posso solo consigliare di leggere Primo Levi,
"L'asimmetria e la vita", Einaudi, scritti 1955-1987)
(tigre,
tigre, che bruci e splendi / nella foresta della notte / quale
immortale mano o occhio / ha potuto forgiare la tua spaventosa
simmetria?) (Blake continua, questa è la prima di sei strofe; il disegno della tigre è suo)
