Mi occupavo molto del piccolo gatto. D'altronde non era affatto piccolo, era cresciuto parecchio e aveva i muscoli ben sviluppati. il pelo lucido testimoniava la sua buona salute e i baffi si rizzavano folti e superbi. Era completamente diverso dalla madre, impetuoso, bisognoso d'affetto e sempre pronto a divertirsi. Aveva una vera passione per la commedia, con le parti principali sempre identiche: predatore infuriato, orribile e terrificante; gattino cucciolo, mansueto, derelitto e da compatire; pensatore riflessivo distaccato dalla vita quotidiana ( una parte che gli riusciva solo pochi minuti ), e gatto profondamente offeso, ferito nell'orgoglio maschile. Io ero tutto il suo pubblico;
Marlen Haushofer, La parete, ed. e/o
traduzione di Ingrid Harbeck
![]() |
| illustrazione di Satoko Watanabe |
