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sabato 8 febbraio 2025

Un cuculo lamentoso



fonte dell'immagine qui
 

Da La suite di Giava di Jan Brokken


Forse scrivere serve proprio a questo, a tirar fuori dei faldoni di immagini e impressioni da quel meraviglioso archivio che portiamo nella testa. Vedo sempre più nitidamente davanti a me il Keburn Raya Bogor, vedo qualcuno avanzare verso di me, cominciare una conversazione, ma non so più riguardo a che cosa. E sì, poi sento il verso di un uccello e sono quasi sicuro che si tratti del cuculo lamentoso. Si dice che questo piccolo uccello grigio marrone arancione, della specie denominata Cacomantis merulinus, scavi lunghi cunicoli nel terreno ancora fresco dei cimiteri musulmani, e becchi i capelli dei morti appena sepolti. Quando si sentono le tre note del suo canto, che gradualmente scendono di tono, si può essere certi che le nubi scure sopra i vulcani Salak e Gede si stanno scaricando. È un uccello che annuncia la pioggia, e la morte


 


venerdì 11 maggio 2018

Una musica in sogno




"...Un ritmico girovagare di congas che scivola dentro il frangersi dell’oceano sulla riva. La scelta non è di quelle casuali. Come sostenuto da Hassell, infatti, la sua musica può essere vista come un continuo ondeggiare tra poli opposti, un continuo entrare e uscire da un quadro immaginario, in cui - aggiungiamo noi - i colori sono i suoni e le linee le dimensioni spirituali della mente... "

Francesco Nunziata ( qui )

Qui per l'ascolto

martedì 23 gennaio 2018

La scarpa di gomma di Romain

" Avevo quasi nove anni quando per la prima volta m'innamorai. Fui ghermito interamente da una passione violenta e totale che mi avvelenò l'esistenza e rischiò di costarmi la vita.
Lei aveva otto anni e si chiamava Valentina. Potrei descriverla a lungo e fino a perdere la parola, e se avessi la voce non la smetterei di cantare la sua bellezza e la sua dolcezza. Era una brunetta con gli occhi chiari, mirabilmente ben fatta, vestita di bianco e con una palla in mano.