Il cavallo di Brunilde si chiama Grane (cfr. Richard Wagner, Il crepuscolo degli dèi). Nomen Omen? Noi speriamo di no...
Visualizzazione post con etichetta Elisabeth Gaskell. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Elisabeth Gaskell. Mostra tutti i post
martedì 15 maggio 2018
rose cinesi e frutti di agazzino
L'orario del treno li strappò inesorabilmente dalla bella, amata Helstone, la mattina dopo. Se n'erano
andati. Avevano scorto la parte finale della canonica lunga e bassa, ricoperta per metà da rose cinesi e da frutti di agazzino – sembrava più familiare che mai, col sole mattutino che luccicava sulle finestre, ciascuna appartenente a una benamata stanza. Ancor prima di essersi sistemati sulla carrozza mandata da Southampton per portarli in stazione, se n'erano andati per non fare più ritorno. Una fitta al cuore spinse Margaret a sforzarsi di guardare fuori per afferrare l'ultimo scorcio della vecchia torre della chiesa, dalla curva dove sapeva di poterla vedere al di sopra del mare di alberi della foresta; ma anche il padre se ne ricordò, e in silenzio riconobbe che lui aveva più diritto di lei a quell'unico finestrino dal quale si riusciva a vedere. Si appoggiò all'indietro e chiuse gli occhi, le lacrime sgorgarono, dopo essere rimaste qualche istante a brillare sulle ciglia che facevano ombra, prima di rotolare lentamente giù per le guance e cadere, inosservate, sul suo vestito.
Iscriviti a:
Post (Atom)
