Hipògrifo violento,
que corriste parejas con el viento,
¿
dònde, rayo sin llama,
pàjaro sin matiz, pez sin escama,
y bruto sin istinto
natural, al confuso laberinto
destas desnudas peñas
te desboscas, arrastras y despenas?
Quédate en este monte,
donde tengan los brutos su Faetonte
(...)
(Rosaura, dall'inizio di La vida es
sueño di Calderòn de la
Barca, 1600-1681)
(Ippogrifo violento, che corresti
sfidando a gara il vento, dove mai, buia fiamma, uccello senza
sfumature, pesce senza squame, e bruto senza istinto naturale, al
confuso labirinto di queste nude rupi ti sfreni, ti precipiti e
dirupi? Resta su questo monte, perché le belve trovino un
Fetonte...)
(traduzione di Luisa Orioli, ed.
Adelphi 1967)
Credo che nessuno abbia ancora capito
perché mai ci sia un ippogrifo all'inizio di "La vita è sogno"
(nel dramma poi l'ippogrifo non c'è) ma è comunque un inizio
formidabile che ci proietta ben dentro alla storia, vero capolavoro,
forse l'incipit più bello e potente che io ricordi.
Una spiegazione la dà la stessa Luisa
Orioli nelle note al libro citato: "con il lamento stravagante
di Rosaura, Calderon ci dà un esempio tipico di estilo culto,
pullulante di riferimenti mitologici (...)".
Non ho i mezzi per andare avanti nella
spiegazione, ma come lettore semplice l'ippogrifo all'inizio mi
rapisce per davvero, e mi porta via dentro la storia, come Astolfo
nell'Orlando Furioso; e con l'evocazione prima del labirinto e poi di
Fetonte sul carro del sole siamo ben dentro a ciò che verrà
raccontato. In fin dei conti, anche la torre (En una encantada
torre, por lo qué sé, vivo preso...) è un labirinto da cui non
si può uscire se non con l'aiuto di qualcuno che ci ama; e Fetonte,
che vuole guidare il carro del sole, è già un possibile commento
alla storia narrata, almeno nella sua parte politica. Comunque sia,
qui mi fermo per non cominciare a deragliare (come Fetonte) nelle mie
metafore; ringrazio l'Ippogrifo per il volo che mi ha concesso, e con
lui ringrazio Calderòn e chi me lo ha fatto conoscere.
(l'immagine è ovviamente di Gustav Doré, per l'Orlando Furioso)
(l'immagine è ovviamente di Gustav Doré, per l'Orlando Furioso)
