Wim Mertens è un pianista e compositore fiammingo, autore anche di colonne sonore per il cinema ( ha scritto per Peter Greenaway ) e il teatro. Ho sentito per la prima volta qualcosa di suo molti, molti anni fa, non ricordo più in quale circostanza. Comprai anche un disco, Vergessen; lo ascoltai con sorpresa, stupore forse perché all’epoca ( anni Ottanta ) quel tipo di musica, vicina a quella minimalista, era ancora appannaggio di pochi e non aveva molta possibilità di diffusione. Mi piaceva la reiterazione dei motivi, con piccoli scarti, minime variazioni. Nella dimensione estatica penso si entri così, tutto sommato, accedendo al circolo creato da suoni che ritornano continuamente su se stessi.
Interessante la risposta che Mertens dà a una domanda posta durante un’intervista; a proposito del modo adottato da alcuni per definire le sue composizioni, considerate “meditazioni”, “filosofia della musica” .
Mertens afferma:
"La musica va sempre più in là della filosofia perché lavora con mezzi impalpabili, mentre la filosofia usa le parole per descrivere cose che nella musica esistono già. Inoltre la musica ha delle regole ma, anche, vie di fuga che le permettono di abbattere gli steccati." ( fonte )
La precisazione di Mertens mi ha fatto pensare a una illuminante considerazione di Elémire Zolla sull’insufficienza della parola e, dunque, indirettamente, sulla qualità più elevata di altre espressioni che di parole sono prive, come quelle musicali. Zolla osserva ( vado a memoria ) che la parola è un povero mezzo e che con chi di parola è privo, per esempio un animale, la comunicazione per l'uomo è molto più intima. Per entrare in una dimensione comunicativa con qualcosa o qualcuno diverso da noi bisogna "imitarne" il suono, il ritmo, l'essenza.
Lascio qui un link a Often a bird, uno dei brani di un album di Mertens, Jardin clos.
Il secondo video di cui riporto il link ( un clic qui ) ha come tema musicale sempre Often a bird ma il brano si lega a una serie di immagini che rimandano alla sequenza di Fibonacci e dunque alla sostanziale unità del tutto.
Nell'ultimo video ( un clic qui ) uno dei brani del primo disco che ascoltai di Mertens. Anche qui c'è qualcosa che cresce e poi si ritira; a me ricorda il movimento di un'onda o di un respiro.


