sabato 7 ottobre 2023

Lorenzo Da Ponte ( II )

 II parte      L'INCONTRO CON MOZART


Dopo aver soggiornato a Dresda, nel 1781 Lorenzo Da Ponte fu introdotto nella corte di Giuseppe II divenendo poeta dei teatri imperiali con l’obbligo di comporre drammi buffi.

Conobbe Mozart nel 1783. Le Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte vennero rappresentate tra il 1786 e il 1790.





…il deciso favore, mostratomi dall'imperadore, creò in me una nuova anima, raddoppiò le mie forze per le fatiche da me intraprese, e non mi die' solamente coraggio da incontrar gli assalti de' miei nemici, ma da guardar con disprezzo tutti i loro sforzi. Non andò guari, che vari compositori ricorsero a me per libretti. Ma non ve n'eran in Vienna che due, i quali meritassero la mia stima. Martini, il compositore allor favorito di Giuseppe, e Volfango Mozzart, cui in quel medesimo tempo ebbi occasione di conoscere in casa del barone Vetzlar, suo grande ammiratore ed amico, e il quale, sebbene dotato di talenti superiori forse a quelli d'alcun altro compositore del mondo passato, presente o futuro, non avea mai potuto, in grazia delle cabale de' suoi nemici, esercitare il divino suo genio in Vienna, e rimanea sconosciuto ed oscuro, a guisa di gemma preziosa, che, sepolta nelle viscere della terra, nasconda il pregio brillante del suo splendore. 




Martini, Mozzart e Salieri vennero tutti tre in una volta a chiedermi un dramma (…). Pensai se non fosse possibile di contentarli tutti tre e di far tre opere a un tratto. (…) Trovati questi tre soggetti, andai dall'imperadore, gli esposi il mio pensiero e l'informai che mia intenzione era di far queste tre opere contemporaneamente. –Non ci riuscirete!–mi rispose egli.–Forse che no replicai;–ma mi proverò. Scriverò la notte per Mozzart, e farò conto di legger l'Inferno di Dante. Scriverò la mattina per Martini, e mi parrà di studiar il Petrarca. La sera per Salieri, e sarà il mio Tasso.–Trovò assai bello il mio parallelo; e, appena tornato a casa, mi posi a scrivere. Andai al tavolino e vi rimasi dodici ore continue. Una bottiglietta di «tockai» a destra, il calamaio nel mezzo, e una scatola di tabacco di Siviglia a sinistra. Una bella giovinetta di sedici anni (ch'io avrei voluto non amare che come figlia, ma ... ) stava in casa mia con sua madre, ch'aveva la cura della famiglia, e venìa nella mia camera a suono di campanello, che per verità io suonava assai spesso, e singolarmente quando mi pareva che l'estro cominciasse a raffreddarsi: ella mi portava or un biscottino, or una tazza di caffé, or niente altro che il suo bel viso, sempre gaio, sempre ridente e fatto appunto per inspirare l'estro poetico e le idee spiritose. Io seguitai a studiar dodici ore ogni giorno, con brevi intermissioni, per due mesi continui, e per tutto questo spazio di tempo ella rimase nella stanza contigua, or con un libro in mano ed ora coll'ago o il ricamo, per essere pronta a venir da me al primo tocco del campanello. 





Sebbene molto apprezzato per il suo lavoro, Lorenzo Da Ponte fu costretto a lasciare Vienna. Furono determinanti, nel  suo abbandono forzato della città, l’inimicizia di persone vicine all’imperatore, una condotta giudicata dissoluta ma soprattutto  un contrasto con Salieri, compositore di corte.


Si mandarono improvvisamente in mia casa due commissari di polizia, i quali mi cavaron dal letto, mi condussero senza parlare a Vienna, e, dopo avermi lasciato due ore in sospetto se si trattasse di condurmi alle carceri o al patibolo, m'ordinarono pro tribunali, da parte di «colui che tutto puote», di allontanarmi nello spazio di ventiquattro ore dalla capitale e da tutte le vicine città. Io ero avvezzo ai gran colpi. 


( continua...)


Le parti in corsivo sono tratte da "Mémoires" di Lorenzo Da Ponte






2 commenti:

  1. In quel periodo Vienna e Parigi erano, per così dire, il centro del mondo. Amo molto Vienna, ci sono stato due volte in vacanza nel 2004 e nel 2005. Ho provato anche a cercare lavoro ma niente da fare. Ma Vienna e Parigi erano anche le città degli intrighi, gelosie, nemici nascosti o dei grandi amori.

    Vienna ha tre teatri dell'opera la Staatsoper (opera di stato), il Theater an der Wien e la Wolksoper dove Mozart eseguì la prima del Flauto Magico, oltre alla Goldener Saal o Musikverein dove fanno il concerto di capodanno e la stagione sinfonica.

    La città è enorme e in piena estate con tanto turismo puoi capitare in alcuni quartieri dove sei in compagnia di poche persone. E poi c'è il Prater di Vienna, un parco che visitai con bici a noleggio. Dopo mezz'ora a pedalare ancora non vedevo la fine del parco per come è grande.

    Si mangia bene e la vita non è poi così cara.
    Un salutone e guarda un po' quante cose fanno scrivere
    Da Ponte e Viena

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  2. Sono contenta che i miei post ti spingano a ricordare bei momenti:)
    Di Vienna mi restano poche cose: il silenzio di Minoritenplatz, a un passo dal movimentato centro, e il coloratissimo Hundertwasserhaus. Diciamo che Parigi è più nelle mie corde:-)
    Buona serata, carissimo

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