Melbury salì accanto a lei, e insieme si avviarono fuori dal boschetto, mentre le ruote del calesse calpestavano in silenzio disegni fragili di muschi, giacinti, primule, non ti scordar di me, e altre piante bizzarre o comuni, e facevano scricchiolare gli sterpi sparsi in terra lungo la strada. La via verso casa correva lungo il fianco occidentale della valle, da cui in lontananza si scorgeva un'ampia regione, molto diversa per fisionomia e atmosfera dai dintorni di Hintock. Era in quella parte di campagna, confinante col distretto dei boschi un poco più a valle, che si produceva il sidro. L'aria, laggiù, era blu come lo zaffiro: un blu che non s'era mai visto, se non sopra a quei campi di mele. E sotto al blu, c'era la fiamma rosa dei frutteti in fiore, che si spingevano fin quasi in strada, dove il calesse continuava ad avanzare. Coi gomiti poggiati su di un cancelletto che si apriva sul pendio, un uomo contemplava quella tenera promessa, con tale intensità che il loro passaggio non lo distolse dal panorama.
Traduzione di S. Tummolini
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| dipinto di Aleksandra Fedoruk |