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sabato 14 settembre 2019

Il riscatto dell'upupa

Non conoscendo l'upupa e limitandosi a leggere i versi dei Sepolcri in cui Ugo Foscolo le fa fare capolino dai teschi e le dà come raggio d'azione una funerea campagna punteggiata da croci e obbliate sepolture, ci si può fare del volatile un'idea sbagliata. L'upupa non ha niente di luttuoso nelle abitudini e nel suo aspetto, anzi ha un piumaggio variegato e colorato e, prima ancora di ottenere un pieno riscatto dalla Lipu che ne fa addirittura il suo simbolo ( qui ), ottiene da Eugenio Montale di legarsi a immagini liete, amene.






Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti*, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.


(  a proposito dei versi di Montale, un clic qui )

Montale si riferisce non solo a Foscolo ma presumibilmente anche a Parini e Carducci