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giovedì 8 marzo 2018

Charles-Valentin Alkan



Per un certo periodo, quando la confusione della mia vita a Parigi aveva raggiunto livelli di guardia, feci ricerche, e accarezzai l'idea di scrivere un breve libretto su un geniale e bizzarro compositore: Charles-Valentin Alkan ( 1813-1888 ). Ero rimasto folgorato dopo aver sentito, nel silenzio di una notte afosa, alla radio, la sua Marcia funebre sulla morte di un pappagallo (...) ( qui ). Mi diedi subito alla caccia dei dischi con le sue musiche: Ma era come cercare dei pezzi rari di una collezione di porcellane Meissen. Ogni nuovo disco che trovavo, mettendo a soqquadro i quasi sempre disordinati scaffali dei negozi ( in un grande magazzino trovai un suo CD accanto a quelli di Al bano ), era un piacere tutto particolare che cresceva dopo l'ascolto.
Charles-Valentin Alkan apparteneva a una famiglia ebraica di musicisti, i Morhange, di Parigi. Lui e i suoi fratelli usarono come cognome il nome del padre, Alkan ( che significa: il Signore è stato benigno ), insegnante di musica. Charles-Valentin fu un bambino prodigio: entrò al Conservatorio all'età di sei anni(...) .