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mercoledì 29 gennaio 2020

Rabia

A.Carracci, Il venditore di pasta per topi
 Ma i veri padroni di Venezia e delle strade nelle ore del mattino erano gli ambulanti, e Mattia non tardò ad accorgersene. Il primo ambulante in cui era capitato di imbattersi e che gridava a pieni polmoni:” Rabia! Rabia!”, era stato per l’appunto un venditore di rabia  cioè di veleno per topi. Mattio s’era stretto contro il muro per scansarlo e l’ambulante gli era passato davanti tutto impettito -anche un venditore di veleno per topi, nel suo piccolo, può essere un grande uomo! -tenendo in spalla un lungo bastone, una canna d’India da cui penzolavano, attaccati ad altrettanti uncini, dodici topi morti: sei per parte, grossissimi e molto vecchi, a giudicare dalle code quasi prive di pelo. Sull’altra spalla il venditore aveva una bisaccia con dentro la rabia, e poi anche portava appesi alla cintura due fiaschetti di inchiostro, tre o quattro mazzi di piume d’oca già tagliate e una filza di spugnette da calamaio, che costituivano il resto della sua mercanzia destinata a topi e scrittori. Gridava camminando: “ Penne, inchiostro, spugne da calamaio! Rabia, rabia!”

Sebastiano Vassalli, Marco e Mattio
Ed. Mondadori