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martedì 5 settembre 2023

Il fagiolo saltatore

 Fece una pausa per riprendere fiato. Allora si udì nella stanza un rumorino secco proveniente da una scatoletta di cartone posata vicino al capezzale del colonnello. La scatola era aperta e dentro c’era un fagiolo saltatore che ogni tanto dava un piccolo balzo; il malato lo guardava allora con amicizia . Tutti ormai a Fort-Lamy conoscevano questa sua innocente mania: da qualche mese si portava sempre dietro uno di quei fagioli del Messico, abitati da un minuscolo verme che cerca di sbarazzarsi con scatti bruschi dell’involucro, ottenendo il solo risultato di far compiere un saltello al fagiolo. Da qualche tempo, appena si sedeva sulla terrazza del Ciaden, Babcock apriva la scatola e la posava sul tavolo. Qualche volta faceva anche le presentazioni: “Meet my friend Totò” diceva e di solito il fagiolo sceglieva proprio quel momento per fare un piccolo balzo. Allora il colonnello ordinava un whisky per il suo compagno di sventura, come l’aveva l’aveva definito una volta. Nessuno al Ciaden badava più a questa innocua mania: si era visto ben altro.

da “Le radici del cielo” di Romain Gary

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sabato 20 giugno 2020

Illusioni ottiche



Foto di Arna Bee
Dall’oblò si vedevano i gabbiani agitarsi nel grigiore lattiginoso di un mattino che non voleva decidersi, mi alzo, non mi alzo, e si sentivano le loro grida aspre e bestiali.  Si crede sempre che i gabbiani abbiano un peso sul cuore, ma questo non vuol dire assolutamente nulla, è solo la vostra psicologia che vi fa quell’effetto. Vedete dovunque cose che non esistono, ma succede tutto dentro di voi, diventate una specie di ventriloquo che fa parlare le cose, i gabbiani, il cielo, il vento,  tutto quanto. Sentite un asino ragliare, un asino dannatamente felice come solo un asino potrebbe esserlo, ma voi dite: mio Dio quanto è triste. Il raglio dell’asino vi spezza il cuore, ma è solo perché il vero asino siete voi. E adesso vi mettete nei panni dei gabbiani. Tutto quello che vogliono dire, i loro versi strazianti, è che da qualche parte c’è la tubatura della fogna, e quelli si stanno solo passando la notizia. Illusioni ottiche, nulla di più.

Romain Gary, Addio, Gary Cooper, ed. Neri Pozza

domenica 8 settembre 2019

Big Sur

( fonte )







Ho fatto duemila chilometri per arrivare a Big Sur, un centinaio di chilometri di bellezza irreale, una bellezza tale che quando ti ci trovi di fronte ti senti come una specie di scoria in giacca e cravatta. Big Sur è il luogo nel quale il gran fantasma dell'oceano incontra il fantasma della terra in un'atmosfera nebbiosa, vaporosa, dove abbaiano le foche e dove si ha voglia di fare il mea culpa solo perchè non si è acqua, cielo e aria.

Romain Gary, La notte sarà calma


martedì 23 gennaio 2018

La scarpa di gomma di Romain

" Avevo quasi nove anni quando per la prima volta m'innamorai. Fui ghermito interamente da una passione violenta e totale che mi avvelenò l'esistenza e rischiò di costarmi la vita.
Lei aveva otto anni e si chiamava Valentina. Potrei descriverla a lungo e fino a perdere la parola, e se avessi la voce non la smetterei di cantare la sua bellezza e la sua dolcezza. Era una brunetta con gli occhi chiari, mirabilmente ben fatta, vestita di bianco e con una palla in mano.