Naturalmente qui non compare nulla di nuovo, e come potrebbe? Sono solo imitazioni di forme conosciute, impigliate in nuvole gorgoglianti, con un contorno soltanto temporaneo. Sono singoli episodi, gesti isolati come l’impronta dei piedi su un tappeto morbido, che compare e scompare continuamente sempre nello stesso posto. Oppure una mano appoggiata sul tavolo che segue il movimento della scrittura, anche se i movimenti sono incomprensibili, perché realizzati senza penna, senza carta, senza scrittura e perfino senza il resto del corpo.
Olga Tokarczuk, I vagabondi. Ed. Bompiani
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| illustrazione di Carlo Ravaioli |
