"Il volo del
calabrone", brano musicale scritto da Nikolaj Rimskij-Korsakov,
è molto conosciuto e ha avuto infinite versioni e arrangiamenti, dai
grandi violinisti e pianisti fino a Nini Rosso (tromba, anni '60) e
Bobby Mc Ferrin (voce, di oggi). L'originale viene da un'opera lirica
del 1899, "La fiaba dello zar Saltan", ma oggi (sarà la
primavera) in me è l'entomologo che prevale, e quindi qualcosa non
mi torna: all'ascolto è evidente, questo non è il volo di un
calabrone. Il calabrone infatti non ronza intorno a qualcosa, ma va
diretto al suo scopo. Mi vengono in aiuto i dischi e i programmi di
sala in inglese: "The flight of the bumble-bee". In
inglese, il calabrone è "hornet". Nell'errore cade anche
il mio dizionario, evidentemente la confusione è grande ed è ora
che qualcuno provi a guardarci dentro (tocca a me, disdetta).
Bumble-bee
è il bombo, Bombus terrestris, Bombus occidentalis, perfino Bombus
arctica (e molte altre specie), cioè una grossa ape piuttosto
pacifica ma, come tutte le api, provvista di pungiglione. Non è
ben organizzato come le api e quindi non lo si può allevare per il
miele (fa il nido sottoterra), ma è comunissimo e lo si incontra un
po' dappertutto. Il calabrone, "hornet", è una vespa:
vespa crabro. Come vespa, il calabrone si nutre di frutta e di altri
insetti; non va svolazzando sui fiori ma si muove invece diritto e
veloce, come un piccolo aereoplano super efficiente. Insomma, se
va sui fiori e svolazza ronzando, è un bombo. Probabilmente è la
parola bombo che non piace, a noi italiani sembra uno scherzo, un
dolcetto farcito, un tipo tondo e grasso, un gioco di bambini
piccoli; e invece è proprio il suo nome scientifico.
A proposito del bombo circola da sempre
una storiella, che sia stato studiato a lungo e che gli ingegneri
aeronautici non abbiano capito come faccia a volare, con quel peso e
con quelle alette: dal canto suo il bombo, all'oscuro dei dubbi degli
ingegneri, vola quieto ed efficiente senza alcun problema.
