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lunedì 9 febbraio 2026

L'uomo che pianse

Giuliano, coautore di questo blog fino al novembre 2020, ha curato altri blog; tra questi, L'opera al cinema, in cui proponeva scritti indirizzati a illustrare film che contenessero riferimenti al teatro d'opera. Ho scelto un suo post di alcuni anni fa dedicato a un film forse dimenticato, The man who cried , di Sally Potter. Lo riporto di seguito :)






The man who cried (L'uomo che pianse, 2000) Scritto e diretto da Sally Potter. Fotografia: Sacha Vierny. Musica: Georges Bizet, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Henry Purcell, musica tradizionale zigana. Musiche originali di Osvaldo Golijov. Con Christina Ricci, Johnny Depp, Cate Blanchett, Harry Dean Stanton, John Turturro, Claudia Lander-Duke, Katia e Marielle Labèque Durata 100 minuti


Siamo a Parigi: Johnny Depp è un fascinoso zingaro sul cavallo bianco, bello e silenzioso; Cate Blanchett è un’intraprendente ballerina russa, Christina Ricci è una ragazza adottata che cerca il padre in America, Harry Dean Stanton è un impresario teatrale, John Turturro è un tenore italiano, la storia è bella e romantica, ci sono alcune fra le scene di teatro fra le più belle mai viste al cinema, - eppure questo film non se lo ricorda nessuno. Come mai?
“L’uomo che pianse” è un film recente ma la storia è di quelle di una volta, quando non c’erano i pubblicitari a dettare i tempi; ed è bello vedere all’opera una mano decisamente femminile, quella di Sally Potter: che scrive e dirige il film, e dimostra di avere mano sicura. Racconta di una fuga dalla Russia, dei nazisti e dei pogrom, di una foto miracolosamente conservata tra le mani di una bambina, di un papà emigrato in America che cantava una melodia bellissima.

mercoledì 4 febbraio 2026

Bridal ballad

 " Bridal Ballad, di Edgar Allan Poe, è la storia di una giovane donna che ha sposato un uomo che non ama, e che cerca di convincersi di essere felice; il nome dell'innamorato morto in guerra è D'Elormie. Non
so perché sia stato scelto questo testo per "Il mercante di Venezia", ma alla fine del film questa musica rimane nella memoria - anche per la bella interpretazione della cantante Hayley Westenra. "

da giulianocinema ( qui )

lunedì 21 marzo 2022

Giuliano e Kubrick (II )

Barry Lyndon e la Follia di Spagna  ( dal blog giulianocinema )




Chi ha visto i film di Stanley Kubrick sa quanto importante sia in essi la musica, sia dal punto di vista del commento che da quello narrativo. E, da questo punto di vista, cioè della musica che sorregge e accompagna la narrazione, il film esemplare, il punto più alto, è “Barry Lyndon”.

C’è molta musica in “Barry Lyndon”, ed è difficile entrare nel dettaglio; ma si possono distinguere tre fasi principali. Nella prima, all’inizio (la giovinezza di Barry Lyndon) predomina la musica folk dei Chieftains. I Chieftains sono un gruppo famoso, fondamentale, attivo da più di mezzo secolo: cornamuse, zampogne, uilleann pipes, percussioni, melodie tipiche dell’Irlanda, della Scozia e dell’Inghilterra; Kubrick pesca a man bassa dal loro repertorio e ha solo l’imbarazzo della scelta. Ci sono poi le marce militari e le fanfare: la “Hohenfriedberger March” dei prussiani, ma anche (nel primo arruolamento di Barry) il “Lillaburlero”, che da lettore di Sterne e del Tristram Shandy non posso passare sotto silenzio.

martedì 15 marzo 2022

Giuliano e Kubrick ( I )


Io e Stanley Kubrick

( Dal blog di Giuliano "L'opera al cinema" )



A casa mia nessuno si interessava di musica, né tantomeno di opera lirica. Così ho dovuto imparare tutto da solo, e devo dire che non me la sono cavata male; la vicinanza con Milano e la presenza (allora, negli anni 70 e 80, ma oggi non più) di mezzi pubblici fino a tarda ora mi hanno favorito molto. Un altro fattore, che potrebbe sembrare negativo, mi ha invece favorito in un altro senso: si tratta della mancanza di soldi, che mi spinse ad acquistare le edizioni discografiche che costavano di meno. Già al tempo del 33 giri valeva l'equazione "incisione vecchia costo più basso"; ma nel campo operistico "incisione vecchia" significava la Callas, significava Furtwaengler, Bruno Walter, Rubinstein... Insomma, quasi senza volerlo mi sono ritrovato ad avere una preparazione storica inaspettata. Il presente, cioè Claudio Abbado, Domingo, Pavarotti, Kleiber, Mirella Freni, lo vivevo di persona andando a teatro e nelle sale da concerto. Ma, prima, c'era stato Stanley Kubrick.