«Ma brutta scimmia» diceva un ramponiere a uno di questi signorini, «sono quasi tre anni che incrociamo e ancora non hai visto una balena. Quando ci sei tu all'albero, diventano più rare dei denti di gallina»
E forse era proprio così.
O forse all’orizzonte ne erano passate a torme; ma il
ritmo che mescola onde e pensieri ha fatto scivolare
come l’oppio quel giovane assente in una tale apatia di
sogni vuoti e ignari, che alla fine egli perde la sua
identità. Quel mistico oceano ai suoi piedi, lo prende per
l’immagine visibile di quell’anima profonda, azzurra,
infinita che pervade l’umanità e la natura. E ogni cosa
strana, appena intravista, sgusciante, bella che lo elude,
ogni cosa che vede e non vede alzarsi come la pinna di
qualche sagoma inafferrabile, gli pare l’incarnazione di
quei pensieri sfuggenti che popolano l’animo soltanto
come rapide forme in un eterno volo.
Hermann Melville, Moby Dick
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