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martedì 14 novembre 2017

Cuculo e tarabuso


Il sole si era coricato, coprendosi di un broccato d'oro e di porpora, e dei lunghi nuvoli rossi e viola si stendevano sul cielo a custodire il suo riposo. Lontano, chissà dove, un tarabuso gridava come una vacca chiusa dentro la stalla, con una voce malinconica e sorda. Ogni primavera si udiva il grido di quest'uccello misterioso, ma nessuno sapeva come esso fosse né dove vivesse. In alto, sull'ospedale, fra gli arbusti dello stagno, fra i casolari e dappertutto nei campi, i rosignoli cantavano. Un cuculo contava l'età di qualcuno, si sbagliava nei suoi conti e ricominciava.

(Anton Cecov, Nella bassura, dai Racconti, editore Garzanti, due volumi)


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