mercoledì 2 maggio 2018

La luna (Tommaso Landolfi)




L'amico e io non possiamo patire la luna: al suo lume escono i morti sfigurati dalle tombe, particolarmente donne avvolte in bianchi sudari, l’aria si colma d’ombre verdognole e talvolta s'affumica d’un giallo sinistro, tutto c'è da temere, ogni erbetta ogni fronda ogni animale, una notte di luna. E quel che è peggio, essa ci costringe a rotolarci mugolando e latrando nei posti umidi, nei braghi dietro ai pagliai; guai allora se un nostro simile ci si parasse davanti. Con cieca furia lo sbraneremmo, ammenoché egli non ci pungesse, più ratto di noi, con uno spillo. E, anche in questo caso, rimaniamo tutta la notte, e poi tutto il giorno, storditi e torpidi, come uscissimo da un incubo infamante. Insomma l’amico ed io non possiamo patire la luna.
Ora avvenne che una notte di luna io sedessi in cucina, ch'è la stanza più riparata della casa, presso il focolare; porte e finestre avevo chiuso, battenti e sportelli, perché non penetrasse il filo dei raggi che, fuori, empivano e facevano sospesa l'aria. E tuttavia sinistri movimenti si producevano entro di me, quando l'amico entrò all'improvviso recando in mano un grosso oggetto rotondo simile a una vescica di strutto, ma un po’ più brillante. Osservandola si vedeva che pulsava alquanto, come fanno certe lampade elettriche, e appariva percorsa da deboli correnti sottopelle, le quali suscitavano lievi riflessi madreperlacei simili a quelli di cui svariano le meduse.
- Che è questo? - gridai, attratto mio malgrado da alcunché di magnetico nell’aspetto e, dirò, nel comportamento della vescica.
- Non vedi? Son riuscito ad acchiapparla... - rispose l’amico guardandomi con un sorriso incerto.
- La luna! - esclamai allora. L’amico annuì tacendo.
Lo schifo ci soverchiava: la luna fra l’altro sudava un liquido ialino che gocciava di tra le dita dell’amico. Questo però non si decideva a deporla. (...)

(Tommaso Landolfi, Il racconto del lupo mannaro, dal volume "Il mar delle blatte", 1939)
(dipinto di Remedios Varo, 1958)


12 commenti:

  1. Elena Grammann4 maggio 2018 19:26

    Molto belli questi "pezzi" sulla luna, soprattutto gli ultimi due. Che nelle loro diversità hanno in comune una più o meno dichiarata diffidenza nei confronti del notturno corpo celeste, da sempre visto come ambivalente: Selene e Ecate. Sono andata a pescare il Landolfi e a leggere il racconto per intero: una piccola meraviglia. Grazie del suggerimento :-)

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  2. ho approfittato della luna piena di questi giorni :-)
    che per la verità non si è vista, non qui perché c'erano sempre nuvole. A me piace molto Calvino (soprattutto l'incipit è tra i più belli che ho letto), sono innamorato perso delle poesie per bambini di Stevenson (e di tutto Stevenson), e sono distantissimo da Landolfi, ma che scrittore! Ogni tanto mi irrita leggere Landolfi, ma ci torno sempre perché è uno di quelli di cui vale la pena leggere tutto.

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    1. Elena Grammann4 maggio 2018 21:28

      Hai ragione, l'incipit di Calvino è notevole; ma il resto, a mio modo di sentire, pecca per eccesso di analisi, che è un modo rispettoso di dire che è un po' pedante. Non amo molto Calvino, si sente troppo il "ragionatore".
      Invece, visto che sei un esperto di lune, magari riesci a spiegarmi perché delle volte sembra che le nuvole siano dietro la luna, come se fossero più in alto di lei, cosa, che, credo non è possibile. Nella mia ignoranza è un fenomeno che mi ha sempre incuriosito...

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  3. purtroppo no, non sono un esperto di lune e di astronomia... penso che il fenomeno che descrivi sia questione di prospettiva, ma di più non posso dirti.
    Calvino è figlio di due botanici, e io sono un ammiratore di Linneo :-) mi sarebbe piaciuto essere così metodico e catalogatore (è per questi motivi che a 14 anni decisi di studiare chimica), invece per mia colpa sono sempre rimasto molto impreciso...

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    1. Elena Grammann5 maggio 2018 22:11

      Un ammiratore di Linneo...
      Catalogare è una tentazione, sono sicura che qualcuno avrà detto la bellezza degli erbari (in caso contrario è una lacuna da colmare). Mi pare una passione più nobile del puro collezionismo, ma con una base ugualmente patologica... :-)

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    2. è grazie a persone come Linneo, e più tardi a Mendeleev, e ad altri come loro, se oggi viviamo bene. Senza il loro lavoro di catalogazione non avremmo le medicine, la tecnologia, tante cose ma tante.

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    3. Elena Grammann6 maggio 2018 12:05

      Be' sì, non mi sognavo di mettere in dubbio l'importanza di Linneo.

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    4. non so se lo sai, ma Linneo (Carl von Linné, Linneus alla latina) è un nome che si è scelto lui. Significa più o meno ligneo, del legno, Lindenbaum, qualcosa del genere. Il cognome vero era un altro, ma non me lo ricordo mai (sono ben lontano dalla perfezione, ma proprio tanto tanto)
      :-)

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    5. Elena Grammann6 maggio 2018 20:55

      Ecco spiegato un nome che non suona tanto svedese. Al liceo i ragazzi, che pure fanno scienze, non sanno chi è. Io ne parlo di striscio, quando dico che uno dei modelli di Balzac è Buffon, che come Buffon aveva fatto per animali e vegetali, così Balzac voleva catalogare i tipi umani della Francia della sua epoca. Gli dico che il povero Buffon non ha avuto fortuna, che alla sua tassonomia è stata preferita quella di Linné (ma loro non sanno cos'è una tassonomia) - un po' come Lamarck è stato surclassato da Darwin. Così, siccome loro sono ignoranti, io ci faccio la figura di quella che sa le cose. In un tecnico mi stenderebbero in due secondi:-)

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    6. c'è molta ignoranza dappertutto, io per primo studiavo poco e ho solo il diploma con un voto bassino. Linneo non fa parte dei programmi scolastici, a meno che non ne parlino per agraria. Anche su Darwin circolano ciofeche mostruose, ahimè. (immagino la risposta che avrai avuto parlando di Buffon...)
      :-)

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  4. Molto affascinante la tetraggine insita in questo racconto. Non ne sapevo niente, magari approfondirò.

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    1. anche il finale è notevole :-)
      scusa il ritardo, ma il server mette spesso i commenti nello spam... (anche quando ho già segnalato tante volte ma tante che non è spam...) (potenza dell'algoritmo infallibile!)

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