martedì 6 gennaio 2026

La canzone del domani






 "... Ritiratasi nella sua camera, chiamò la nutrice e le disse : - Mi ha preso il tarlo del domani e non riesco più a vivere come gli uomini semplici. Dimmi, dunque, nutrice, come posso avere potere sul tempo?

La nutrice, udite queste parole, si lamentò come il vento che porta la neve. E disse: - Che disgrazia, un tarlo è entrato nel tuo midollo e non c'è rimedio che guarisca il pensiero! Ma dato che vuoi il potere e benché il pensiero sia più freddo dell' inverno, esso ti accompagnerà fino alla fine della tua vita.

La principessa si sedette nella sua stanza della casa di pietra e pensò al pensiero.

Sedette lì nove anni e l'acqua batteva sulla terrazza e i gabbiani gridavano attorno alle torri ed il vento muggiva nei camini della casa. Per nove anni non uscì e non vide i cieli aperti, né gustò l'aria. Non ascoltò parola da nessuno e non guardò né a destra né a sinistra, ma pensò solo al pensiero del domani.

La nutrice le dava da mangiare in silenzio.

La principessa prendeva il cibo con la mano sinistra e mangiava senza grazia alcuna o piacere."


da  La canzone del domani di R.L.Stevenson   in "Favola crudele" ed. Fiabesca

L'immagine del barcone è di Felice Casorati


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