martedì 24 aprile 2018

Britten's cuckoo


Benjamin Britten mette in musica il cuculo almeno due volte, la prima a 19 anni. E' una composizione brevissima, meno di due minuti, su testo di Jane Taylor. Una composizione per bambini, ma Britten sapeva trarre piccole meraviglie anche dai cori per i bambini.  (qui)

Cucù, cucù, cosa fai tu?
« In aprile, faccio i miei progetti;
in maggio, canto notte e giorno;
in giugno, cambio la mia canzone;
in luglio, volo via lontano;
in agosto devo essere via da qui.»
Cucù, cucù.
Cuckoo!

testo di Jane Taylor , da "Tom Tiddler's Ground"

Cuckoo, Cuckoo, what do you do?
"In April I open my bill;
In May I sing night and day;
In June I change my tune
In July Far far I fly;
In August away I must."
Cuckoo, Cuckoo!

Benjamin Britten, da "Friday afternoons op.7"

Il secondo cuculo di Benjamin Britten è su testo dell'elisabettiano Edmund Spenser e fa parte della "Sinfonia di primavera", l'opera 44 ("Spring Symphony op.44"): "L'allegro cucù, messaggero della primavera..." (qui)  Così inizia, ma qui mi fermo con la traduzione perché il testo è pieno di simboli e di immagini difficili da tradurre, al di là dell'inglese elisabettiano. Un altro pezzo molto breve, due minuti circa, che fa parte di una lunga e complessa cantata costruita sui versi dei grandi poeti inglesi.

The merry cuckow, messenger of spring
His trompet shrill hath thrise already sounded:
that warnes al louers wayt upon their king,
who now is comming forth with girland crouned.
With noyse whereof the quyre of Byrds resounded
their anthemes sweet devized of loves prayse,
that all the woods theyr ecchoes back rebounded,
as if they knew the meaning of their layes.
But mongst them all, which did Loves honor rayse,
no word was heard of her that most it ought,
but she his precept proudly disobayes,
and doth his ydle message set at nought.
Therefore O love, unlesse she turne to thee
ere Cuckow end, let her a rebell be.

(Edmund Spenser)

(Peter Pears, Kathleen Ferrier, Benjamin Britten)


2 commenti:

  1. La composizione giovanile è deliziosa; sebbene quella più tarda sia meno "ingenua" e più strutturata, la mia preferenza va alla prima!

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  2. ogni volta che arrivo a "I must" mi commuovo, Britten tocca qualcosa di molto alto e molto intimo, quasi senza accorgersene. Mi ha fatto tornare alla memoria una frase su Mozart di Giorgio Strehler, "ascoltando Mozart arrivi sempre a un punto in cui ti trovi sull'orlo di un abisso senza nemmeno rendertene conto" (citazione molto a memoria, spero di non aver rovinato tutto...)
    La "Spring Symphony" è molto lunga e molto complessa, ci sono affezionato anche perché è una delle poche registrazioni disponibili di Kathleen Ferrier in concerto.

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