martedì 26 dicembre 2017

Arvo Pärt

Arvo inizia a suonare avendo a disposizione un numero limitato di note:  il pianoforte su cui si esercita da bambino ha la parte centrale della tastiera difettosa. La mancanza è profetica: anticipa lo stile personalissimo che il musicista maturerà a partire dalla metà degli  anni Settanta, quando ridurrà all’essenziale gli elementi di cui disporre nelle composizioni . Il nome di Pärt è oggi associato ai lunghi intervalli di silenzio che preparano chi ascolta ad accogliere il suono nel suo nitore, nel suo valore puro.
Ad esercitare una forte influenza sul musicista è la monodia, la polifonia primitiva: “Ho scoperto che è sufficiente una singola nota, suonata con grazia ."

Lunghi intervalli di silenzio anche nella sua attività di compositore. Pärt sottolinea che per scrivere deve prepararsi per un lungo tempo. L’attesa può protrarsi per anni, seguiti però da un tempo di composizione molto breve e assai prolifico.
Una curiosità: a casa Pärt non devono mai mancare patate. Arvo trova ispirazione pelandole in silenzio. 

L’opera che segna una svolta nel percorso di Pärt  è Für Alina. Si tratta di una composizione di pochi minuti, che, ascoltata, lascia invece l’impressione di una durata infinita. E’ con Für Alina che prende forma il tintinnabuli ( o tintinnabulation ), la modalità compositiva tipica di di Pärt.







“Nel tintinnabuli melodia e accompagnamento sono una cosa sola. Uno più uno è  uno, non due. Questo è il segreto di questa tecnica. La mano destra del pianista accenna una delicata, vaga linea melodica a cui la mano sinistra oppone una linea martellante, dolente; sono strettamente unite, anche se la loro funzione è diversa”

“ Tintinnabuli è la dimensione in cui mi ritiro e vago quando cerco una risposta riguardo alla mia vita, alla mia musica, al mio lavoro. Nei momenti più bui ho la netta sensazione che ogni cosa che sia fuori da questa dimensione in cui mi confino sia incomprensibile, non abbia senso. La complessità, l’artificio mi confondono. Io devo cercare l’unità, ciò che dà unità a tutto. (…)
Qui sono solo col silenzio. (…). Costruisco col più primitivo dei materiali, con la triade, con una sola tonalità. Le tre note della triade sono come le campane. Ed io chiamo questo Tintinnabulation.”.


Gavin Bryars, uno dei primi esecutori delle opere di Part dice di Arvo:

“… Affronta la partitura musicale come fosse un problema da risolvere piuttosto che un mezzo per sviluppare un tema sentimentale o una linea narrativa, descrittiva. Egli ha una purezza armonica praticamente priva di dissonanze e quelle che ci sono hanno un che di dolce, un carattere trascendente. E’ un compositore che ha cercato di rivelare ogni sfumatura di un suono.

Bower Broadbert, altro  esecutore, osserva:

“ Quando studio un nuovo pezzo di Arvo, spesso mi ritrovo a pensare” Dio, Dio, ho bisogno di più note” Più la musica è semplice, più è difficile suonarla. Ci sono pause enormi. Non puoi sbagliare. Di solito gli dico:” A che velocità devo suonare?”  Lui mi risponde:” A che velocità vuoi?  Devi avere il ritmo del tuo respiro”

"E’ proprio così.  Puoi suonare la sua musica solo se la fai tua.”

11 commenti:

  1. Non lo conosco e adesso mi tocca sentirlo e cercarlo in giro per la rete perchè mi piace sentire sempre cose nuove.
    Buon anno a voi e...
    abbiate pazienza se non seguo assiduamente ma voi siete in due prolifici e io sono da solo e bradipo.

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  2. e' un musicista estone. Se ti piace Malevič, dovrebbe piacerti anche Arvo Pärt; la finalità della loro ricerca è, in qualche modo, simile.
    Grazie per gli auguri che ricambio molto volentieri e sono in attesa di una tua nuova pubblicazione ( no, non penso tu abbia qualcosa del bradipo!:-)

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  3. Forse il mio autore preferito. No quello è J S. Bach . Non c'entrano nulla uno con l'altro. Ma per quanto li amo li accosto

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  4. Forse c'è qualcosa che lega i due musicisti, c'è in entrambi una forte tensione verso la spiritualità, l'astrazione. Conosco però Bach pochino, in queste cose è più competente Giuliano:-)
    Giulianoooooooooooooo!!!! :-)

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  5. Part dice di ispirarsi al gregoriano, quindi direi che ha ragione Laura. Però forse è il lato intimo, mistico, ad accomunarli: penso alle Passioni di Bach. I tempi dilatati, Erbarme dich, sicuramente Part li ha tenuti presenti.
    Del resto, i musicisti veri, quelli migliori, tengono sempre ben saldo il legame con il passato (anche quando non sembra)

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    1. Quelli veri poi non trascendono mai Bach. In caso contrario non li considero musicisti. Vale anche per i bravi jazzisti. Su JSB non si transige.

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  6. Ho visto, cercando, che nel '64 Part ha composto un collage che porta il nome di Bach ma il nome è scritto come fosse un acronimo. Non ho capito bene di cosa si tratti. Probabilmente ha innestato qualcosa di suo su un brano di Johann Sebastian.
    p.s.
    Grazie, Giuliano per aver risposto al mio appello:-)

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    1. nella notazione musicale tedesca e inglese, le note sono lettere: C è il do, per esempio. Quindi con le lettere B A C H si può costruire una frase musicale. Lo hanno fatto molti altri compositori, non conosco questo brano di Part ma penso che sia questo il significato.

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  7. Vado approfondisco anche io, e se è il caso, torno ;-)

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  8. Elena Grammann5 gennaio 2018 20:15

    Ciao Giacinta! Non ci crederai: sto ascoltando un CD di Arvo Pärt che ho comprato stamattina: musica vocale perché avevano solo quello, ma ne ho ordinato un altro dove ci sono i Tintinnabuli e Für Alina. Tanto mi hai convinto.
    Grazie e a presto!

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  9. Sono contenta di averti convinta:-) La musica di Arvo è una sorta di lento, ampio respiro.
    L'ho scoperto grazie a Giuliano ( è lui il primo mobile :-)

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