giovedì 11 luglio 2019

Zivago, temporale ( II )











 
Gli ospiti si accinsero a uscire. Avevano tutti il viso segnato dalla stanchezza e, aprendo la bocca negli sbadigli, facevano pensare a dei cavalli. Mentre si salutavano, qualcuno alzò la tenda della finestra. La spalancarono. 
Apparve un'alba giallastra, un cielo umido pieno di nuvole sporche d'un verde terreo. "Mentre si chiacchierava dev'esserci stato un temporale," disse uno. "Per strada, mentre venivo, mi ha sorpreso la pioggia, ho fatto appena in tempo", confermò Shura Schlesinger.
Nel vicolo deserto e ancora buio si udiva il ticchettio delle gocce che cadevano dagli alberi e l'insistente cinguettare dei passeri bagnati. Rotolò un tuono come un aratro che tracciasse un solco attraverso il cielo, e tutto tacque di nuovo. Poi echeggiarono, sonori, tardivi, quattro tonfi, come grosse patate, scagliate via in autunno dalla zolla rimossa dalla vanga. Il tuono rinfrescò la stanza polverosa, impregnata di fumo. 


(immagini da "L'ultima onda" di Peter Weir)
A un tratto, come elementi elettrici, divennero percepibili i principi costitutivi dell'esistenza, l'acqua e l'aria, il desiderio di gioia, la terra e il cielo. Le voci degli invitati che si allontanavano, continuando a discutere, riempirono il vicolo. Si andarono attutendo e affievolendo, fino a spegnersi. "Come è tardi," disse Jurij Andreevic, "andiamo a dormire" (...)




(Boris Pasternak, Il dottor Zivago, pag.149 ed. Feltrinelli 1998, traduzione Pietro Zveteremich, Maria Olsoufieva, Mario Socrate)




4 commenti:

  1. Elena Grammann12 luglio 2019 19:43

    Che bei testi. Ho letto Il dottor Zivago tantissimi anni fa, credo l'estate dei miei sedici anni, al mare. Probabilmente ci avevo capito poco ma mi aveva fatto un'impressione profonda. Avevo anche trascritto delle cose sul mio quadernino... Comunque quando ho letto la frase "i principi costitutivi dell'esistenza, l'acqua e l'aria, il desiderio di gioia, la terra e il cielo" mi è sembrato di ricordarla, anche se probabilmente è davvero solo un'impressione. E' così giusto mettere fra i principi costitutivi dell'esistenza il desiderio di gioia, perché se non c'è quello...

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    1. anch'io avevo un ricordo lontano del Dottor Zivago, poi l'ho riletto quest'inverno :-)
      ho trovato tante descrizioni della Natura, come queste. Uno scrittore straordinario, peccato non conoscere il russo e poter leggere in originale le sue poesie.
      Il desiderio di gioia, io lo immagino come il volto della mamma per un neonato - proprio il principio dell'esistenza

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  2. lessi il libro a quindici anni e lo amai moltissimo, poi l'ho riletto tante volte, talvolta trovandolo sconcertante nella quantità di personaggi che appaiono e scompaiono....ma proprio ieri rileggevo le pagine dedicate alla permanenza di Zivago nelle truppe di partigiani rossi, sono incredibilmente vive e intense, in una narrazione naturalistica e lirica pur nelle tragedie che racconta. Sono testi di valore altissimo, tra i più grandi al mondo che la letteratura russa ci ha donato.

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    1. le descrizioni della natura sono tra le pagine più belle del libro, direi che tutto il libro è immerso nello scorrere del tempo e delle stagioni. C'è anche l'aspetto storico e politico, di denuncia, ed è importante, ma è proprio la qualità della scrittura ad appassionare.

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