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venerdì 30 maggio 2025

Una sonata imperfetta

 

Da " Kafka sulla spiaggia" di Haruki Murakami



"Le sonate di Schubert, e in particolare la Sonata in re maggiore, se vengono eseguite senza uno sforzo interpretativo, limitandosi a seguire la partitura, non arrivano a essere opere d'arte. Come ha fatto notare Schumann, questa sonata è troppo idilliaca, lunga, e troppo semplice dal punto di vista tecnico. Se viene eseguita senza estro, diventa qualcosa di insipido e sciatto, un pezzo da antiquariato. Quindi ogni pianista si ingegna per trovare una propria chiave interpretativa. Ad esempio, come qui - ascolta -, enfatizzando un passaggio. Introducendo un rubato. Lavorando sui tempi, sulla modulazione. Se non si fa questo, subentra la noia. Però, se non si presta una grande attenzione questi stratagemmi possono distruggere la qualità dell'opera, che non sembrerebbe più una composizione di Schubert. Tutti i pianisti che eseguono la Sonata in re maggiore lottano con questa contraddizione."

sabato 22 marzo 2025

Un’officina

 da  Padri e figli di  I.S.Turgenev


"... L'importante è che due più due fa quattro, il resto sono tutte sciocchezze"

"Anche la natura è una sciocchezza?" fece Arkàdij, guardando pensieroso in lontananza i campi variopinti, illuminati soavemente e dolcemente dal sole ormai basso.

" Anche la natura è una sciocchezza nel senso in cui la intendi tu. La natura non è un tempio, ma un'officina in cui l'uomo è un operaio."

In quello stesso istante dalla casa volarono fino a loro le lente note di un violoncello. Qualcuno stava suonando con sentimento, anche se con mano inesperta, L'attesa di Schubert e nell'aria si diffondeva una dolce melodia.

" Cos'è?" fece stupito Bazarov.

"E' mio padre."

"Tuo padre suona il violoncello ?"

" Si."

domenica 12 luglio 2020

Il lago di Erlaf


(Isaac Levitan, 1894)

Mi sento bene, e provo dolore, nella quiete del lago di Erlaf. C'è un sacro silenzio tra i rami dei pini, è immobile il grembo azzurro; solo le ombre delle nuvole volano sopra lo specchio scuro. Venti freschi increspano appena le acque, e la corona dorata del sole trema di pallore. Mi sento bene, e provo dolore, nella quiete del lago di Erlaf.

Agli inizi dell'800, intorno al 1815, Johann Mayrhofer va a fare una gita al lago di Erlaf, in Austria, non lontano da Vienna; nel ricordo di quel giorno scrive questa poesia, che è molto bella ma sarebbe probabilmente stata dimenticata se un suo amico, Franz Schubert, non l'avesse messa in musica e pubblicata nel 1817. Schubert riprenderà alcuni temi di questo Lied anche nella sua Sonata n.8 in fa diesis minore, rimasta incompiuta.
Per trovare il lago di Erlaf sui motori di ricerca bisognerà usare un'altra grafia, Erlauf. Non so se Mayrhofer usi una pronuncia dialettale, me lo sono chiesto ma non so rispondere; magari qualcuno che passa di qui mi può aiutare nel risolvere questo piccolo dubbio. Nel frattempo, buon ascolto: è una delle melodie più belle di Schubert.  ( qui per il Lied, qui per la Sonata )



ERLAFSEE
(Johann Mayrhofer, 1787-1836)
(messa in musica da Franz Schubert, 1817)
Mir ist so wohl, so weh
am stillen Erlafsee.
Heilig Schweigen in Fichtenzweigen.
Regungslos der blaue Schoss,
nur der Wolken Schatten fliehn
überm dunklen Spiegel hin,
Frische Winde kräuseln linde das Gewässer,
und der Sonne güldne Krone
flimmert blässer.
Mir ist so wohl, so weh
am stillen Erlafsee.



giovedì 9 luglio 2020

Intorbidire l'acqua


Un uomo assorto a guardare le acque limpide di un fiume, e le evoluzioni dei pesci sott'acqua. Arriva un pescatore, ma non si riesce a prendere niente. Il pescatore si stanca di aspettare: intorbida l'acqua, e la povera trota finisce sull'amo. Così va la vita, ancora ai nostri giorni: dietro c'è una fiaba classica, non ricordo se Fedro o Esopo, ma la poesia messa in musica da Franz Schubert nel 1817 porta la firma del suo quasi omonimo Christian Schubart.
La melodia portante di questo Lied viene usata da Schubert per una delle sue composizioni più famose, il Quintetto "Die Forelle" (La trota, per l'appunto) che ha una caratteristica particolare: il quintetto d'archi comprende il contrabbasso, quasi una rarità. Ed è proprio al contrabbasso che viene affidato il motivo musicale del Lied: una bella trota grossa, corposa, felice di guizzare nell'acqua senza pensieri. Il Quintetto dedicato alla trota non lascia intravvedere la triste fine: non è "La morte e la fanciulla", insomma, ma è sempre un ascolto piacevolissimo.
qui la versione cantata, qui nel Quintetto


(dipinto di George Henry)

DIE FORELLE (LA TROTA)

In einem Bächlein helle,
Da schoss in froher Eil
Die launische Forelle
Vorüber wie ein Pfeil.
Ich stand an dem Gestade
Und sah in süsser Ruh
Des muntern Fischeleins Bade
Im klare Bächlein zu.
Ein Fischer mit der Rute
Wohl an dem Ufer stand,
Und sah's mit kaltem Blute,
Wie sich das Fischlein wand.
Solang dem Wasser Helle,
So dacht ich, nicht gebricht,
So fängt er die Forelle
Mit seiner Angel Nicht.
Doch endlich ward dem Diebe
Die Zeit zu lang. Er macht
Das Bächlein tückisch trübe,
Und eh ich es gedacht,
So zuckte seine Rute,
Das Fischlein zappelt dran,
Und ich mit regem Blute
Sah die Betrog'ne an.


In un limpido ruscelletto guizzava svelta e allegra la trota capricciosa, veloce come una freccia.
Me ne stavo sulla riva assorto, a contemplare il bagno del lesto pesciolino nel chiaro ruscelletto.
Un pescatore con la lenza arrivò sulla sponda, e freddamente guardò le evoluzioni del pesciolino.
Finché non verrà meno la trasparenza dell'acqua, così pensavo, egli non riuscirà a catturare la trota con l'amo. Ma infine quel furfante si stancò di aspettare. Con perfidia intorbidò le acque, e prima che me ne accorgessi tirò di scatto la sua lenza; il pesciolino vi si dibatteva, ed io, turbato, rimasi a guardare la vittima ingannata.
(Traduzione di Pietro Soresina, dal volume "Lieder", ed. Vallardi 1983)

venerdì 14 febbraio 2020

Serenata sotto la luna


Una serenata, direi così famosa che la conoscono tutti, magari senza sapere che è di Schubert. Il testo, per una volta, non è di quelli memorabili (leggeri scorrono i miei canti nella notte, verso di te; qui nel bosco silenzioso, cara, vieni da me! ...) Non è Heine, e nemmeno Goethe; ne è autore Ludwig Rellstab e direi che può piacere, ma vale qui ciò che si dice da sempre dei libretti d'opera, "con la musica di Verdi anche Francesco Maria Piave diventa Leopardi". Ma qui mi conviene fermarmi, già troppe parole. Buon ascolto.

nell'ordine: Hans Hotter , Jussi Bjoerling, Thomas Quasthoff e Claudio Abbado, Sergej Rachmaninov

 
(Albert Anker, 1887)
Ständchen (Serenade)
(Musica di Franz Schubert, testo di Ludwig Rellstab)
Leise flehen meine Lieder
Durch die Nacht zu dir;
In den stillen Hain hernieder,
Liebchen, komm zu mir!
Flüsternd schlanke Wipfel rauschen
In des Mondes Licht;
Des Verräters feindlich Lauschen
Fürchte, Holde, nicht. 
Hörst die Nachtigallen schlagen?
Ach! sie flehen dich, 
Mit der Töne süßen Klagen 
Flehen sie für mich. 
Sie verstehn des Busens Sehnen,
Kennen Liebesschmerz,
Rühren mit den Silbertönen 
Jedes weiche Herz. 
Laß auch dir die Brust bewegen,
Liebchen, höre mich! 
Bebend harr' ich dir entgegen!
Komm, beglücke mich!

venerdì 9 novembre 2018

Bauschan e l'incompiuta di Schubert

“Quando la bella stagione fa onore al proprio nome e il cinguettare degli uccelli è riuscito a svegliarmi presto, (...) mi piace, prima di colazione, camminare senza cappello per una mezz’ora all’aperto, nel viale davanti a casa, o un po’ più in là, negli ampi prati, per respirare qualche boccata d’aria fresca mattutina prima di sprofondarmi nel lavoro, e partecipare alla gioia del limpido mattino. Allora, sui gradini che portano all’ingresso, lancio un fischio modulato su due note, tonica e quarta inferiore, l’inizio della melodia che apre il secondo tempo dell’Incompiuta di Schubert ( qui ), un fischio che si può considerare come un nome a due sillabe messo in musica. 
Un attimo dopo, mentre continuo a camminare verso la porta del giardino, si fa sentire in lontananza, in principio appena udibile, poi sempre più vicino e chiaro, un lieve tintinnio, come quello che può risultare dallo sbattere di una medaglietta contro le borchie metalliche di un collare; e, quando mi volto, vedo Bauschan in piena corsa voltare l’angolo posteriore della casa e precipitarsi su di me, come se volesse buttarmi a terra. Per lo sforzo solleva un po’ il labbro inferiore, così da scoprire due o tre dei suoi incisivi, che luccicano di un bianco candido al sole del mattino.
(...)
È un bracco tedesco a pelo raso, se non si prende troppo alla lettera questa definizione, ma la si intende con un po’ di buonsenso, perché un bracco come lo descrivono i libri di stretta osservanza, Bauschan non lo è proprio. Prima di tutto, forse è un po’ troppo piccolo, decisamente “al di sotto”, devo sottolinearlo, delle dimensioni di un cane da punta; poi anche le zampe anteriori non sono ben diritte, anzi sono un po’ piegate all’infuori, cosa che probabilmente non corrisponde con esattezza all’immagine del bracco di razza.
(...) Soprattutto gli occhi sono belli, dolci e intelligenti, anche se sporgono un po’ vitrei. L’iride è di un color bruno ruggine, lo stesso del manto; ma in effetti, a causa della forte dilatazione della pupilla dai riflessi neri, forma solo un sottile anello, il cui colore del resto sfuma e si perde nel bianco dell’occhio. (...)
E a un tratto, sporgendo la testa e aprendo e chiudendo in fretta le labbra, scatta verso il mio viso, quasi volesse mordermi il naso; pantomima che evidentemente vuole essere la risposta al mio discorso e che ogni volta, come Bauschan sa già in anticipo, mi fa indietreggiare di colpo ridendo. È una specie di bacio a mezz’aria, tra l’affettuoso e il burlesco, una manovra che gli è caratteristica fin dall’infanzia, mentre io non l’avevo mai notata in nessuno dei suoi predecessori. Del resto si scusa subito della libertà che si è preso, con scodinzolii, brevi inchini e un’espressione fra imbarazzata ed allegra. Poi, dal cancello del giardino, usciamo all’aperto.”

 Thomas Mann, “Cane e padrone” ed. Newton

Traduzione di Brunamaria Dal Lago Vener

lunedì 5 marzo 2018

Disgelo

(fa ancora freddo, e si annunciano tempi molto difficili per noi tutti,
difficili come non lo erano da settant'anni. L'inverno, però, sta comunque per finire.)


Franz Schubert, Am Bach im Frühling  (un clic sul titolo del lied per l'ascolto )

Hai appena spezzato la crosta gelata,
e scorri felice e libero ora.
L'aria soffia nuovamente mite,
l'erba e il muschio tornano nuovi e verdi.
Solitario, con animo dolente,
come facevo una volta, mi avvicino alle tue onde.
La terra intorno è tutta fiorente,
ma non ne viene alla mia anima nessun conforto.
Qui mi porta sempre un identico vento,
nessuna speranza allieta il mio cuore,
tranne un fiore che ho appena trovato:
azzurro, come il ricordo che rifiorisce.

(testo di Franz von Schober, musica di Franz Schubert)



(Wilhelm Hammershoei 1896)


Am Bach im Frühling

Du brachst sie nun, die kalte Rinde,
Und rieselst froh und frei dahin.
Die Lüfte wehen wieder linde,
Und Moos und Gras wird neu und grün.
Allein, mit traurigem Gemüte
Tret' ich wie sonst zu deiner Flut.
Der Erde allgemeine Blüte
Kommt meinem Herzen nicht zu gut.
Hier treiben immer gleiche Winde,
Kein Hoffen kommt in meinem Sinn,
Als daß ich hier ein Blümchen finde:
Blau, wie sie der Erinn'rung blühn.

     (Franz von Schober, music by Franz Schubert)



giovedì 14 dicembre 2017

L'attesa



"... L'importante è che due più due fa quattro, il resto sono tutte sciocchezze"
"Anche la natura è una sciocchezza?" fece Arkàdij, guardando pensieroso in lontananza i campi variopinti, illuminati soavemente e dolcemente dal sole ormai basso.
" Anche la natura è una sciocchezza nel senso in cui la intendi tu. La natura non è un tempio, ma un'officina in cui l'uomo è un operaio."
In quello stesso istante dalla casa volarono fino a loro le lente note di un violoncello. Qualcuno stava suonando con sentimento, anche se con mano inesperta, L'attesa di Schubert e nell'aria si diffondeva una dolce melodia.
" Cos'è?" fece stupito Bazarov.
"E' mio padre."
"Tuo padre suona il violoncello ?"
" Si."
dipinto di C. Lorraine

TurgenevPadri e figli




La sonata D960 ( "L'attesa" è il secondo movlmento- andante sostenuto- ) 
Il secondo movimento  ( video )
Il secondo movimento  ( video )  nella versione per violoncello

venerdì 10 febbraio 2017

Viole notturne



Franz Schubert scrive questo Lieder nel 1822, ma verrà pubblicato solo nel 1872; il testo è di Mayrhofer, per quel che conta (ciò che conta davvero è Schubert). Violetta, il fiore, in tedesco è Veilchen; violett è il colore viola, il colore degli occhi. Lo strumento musicale, sempre stando al mio dizionario, è Bratsche (una viola da braccio, viene da pensare); però la terminologia italiana era di uso comune, così come lo è ancora oggi, in ambito musicale.

Buon ascolto. ( un clic qui )

(il disegno delle viole è opera di Giacinta)