venerdì 26 luglio 2019

Vitino di vespa



(Putnam, 1918, New York)
- Prego, faccia pure come se fosse a casa sua, - dico alla vespa che mi svolazza per casa: sarà la decima volta che la incontro, ben dentro casa, nel corridoio o in cucina, mica soltanto nelle stanze con le finestre sul giardino. E' una vespa del tutto innocua, elegante, sottile, solitaria: ne esistono di molte specie (Sceliphron spirifex, per esempio, come quella nella foto qui sotto)  ma io mi sono affezionato al nome Eumenes, che mi rimanda ai classici greci e anche (soprattutto) all'Orfeo di Gluck, "le fiere Eumenidi". Ne ho già scritto anni fa qui , sono insetti del tutto innocui e ben diversi dalle più pericolose vespe e calabroni che fanno grandi nidi e che possono pungere. La mia Eumenide, in modo particolare, sta cercando con cura maniacale il posto dove costruire il suo vaso di terra che conterrà un uovo - uno solo - e dove alleverà con ammirevole cura materna la sua discendenza. E' estate, fa caldo, tenere chiuse le finestre è impossibile, che fare. Mi tocca convivere con l'elegante vespa, e non solo con lei.




(nome autore purtroppo non leggibile)

Ne ho un'altra nella mia stanza da letto; ogni tanto mi capita di incontrarla, magari quando chiudo la finestra e lei non sa più come uscire. Questa qui ha già scelto il suo "posto migliore del mondo": il più bello del mondo, l'unico, il più che perfetto. Se provate a spostare il vaso di terra con la larva (è un esperimento descritto da Jean Fabre nei suoi libri) la vespa insisterà a tornare esattamente lì, e non importa se è tre centimetri sopra, non è più il posto più bello del mondo e la povera larva sarà abbandonata. In questo caso, il posto perfetto è dentro il cassone della tapparella, e ogni tanto la sento che mi prende a pernacchie, "pè pepèè perepèè pèè" - che fare, mica tiro giù il cassone solo per lei, non con questo caldo. In fin dei conti, fastidio vero e proprio non me ne dà.


Un'altra di queste vespe, anni fa, aveva scelto la carrucola del tendone, sul balcone. Mi è toccato buttar via la carrucola, e siccome era un modello vecchio non ne ho più trovata una uguale e mi è costata una discreta cifra. Come esempio di quel che può succedere, porto qui le foto di un libro (le fiabe dei fratelli Grimm, per chi fosse curioso): il fatto è successo l'anno scorso, ma me ne sono accorto solo a inverno inoltrato - ecco le foto (queste vespe sono davvero imprevedibili)




12 commenti:

  1. Convivenza civilissima . Benfatto ! 👋🏼👋🏼👋🏼

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    1. l'importante è che non siano le altre vespe, lì la convivenza è impossibile!
      per intanto mi toccano le pernacchiette...

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  2. Chiariti un paio di misteri: io quelle vespe lì le ho in solaio (dove vado a stendere). Che fossero innocue me ne ero più o meno accorta. Mi chiedevo anche come fanno a stare attaccate e a non rompersi in due, vista la conformazione fisica. Il solaio è pieno di quei cosini di simil-cemento: allora sono loro!
    Le altre vespe le temo. Mi hanno punto due volte in una gamba che è diventata tipo elefante (cortisone, antibiotico ecc.)
    Però le pernacchiette mi mancano.

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    1. il cassone di legno della tapparella fa da cassa di risonanza :-) se lavorano un po' più in là anch'io non le sento. Penso che sia il rumore delle ali, mosse per far essiccare il cemento - che poi è terra, fanno una pallina e la portano in bocca. Ce ne sono di tanti tipi, quelle di cui parla Jean Fabre fanno del vero e proprio cemento.
      Le altre vespe sono davvero aggressive e pericolose, e se poi arrivano i calabroni c'è da aver paura (sono supervespe, grosse come un dito)

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  3. P.S. Bello anche il nome : Eumenidi, le vespe pacificate!

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    1. non ci avevo pensato: ho sbirciato adesso sull'enciclopedia, sono le Erinni (il rimorso, la vendetta) però pacificate con un altro nome. Non conosci l'Orfeo di Gluck? è il secondo atto, la discesa agli Inferi per ritrovare Euridice: "d'orror lo ingombrino / le fiere Eumenidi..."

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    2. Ahimè, dell'Orfeo conosco soltanto l'aria "Che farò senza Euridice". Adesso la musica la sento solo in macchina, Rai 3 da mezzogiorno all'una (quando capita) e a volte la Barcaccia dopo. Sul lettore a casa stazione perennemente il CD del corso di giapponese, che oltretutto mi deprime perché non ci capisco niente!

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    3. se vai su youtube e digiti " Gluck Orfeo ed Euridice Toscanini " potrai ascoltare l'edizione che mi ha fatto conoscere quest'opera. (uno dei miei "shock musicali" quando ho iniziato ad ascoltare opera)

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  4. E' vero: Eumenidi o Erinni. Erano le Furie della mitologia italica. Figlie di Acheronte e della Notte o, secondo altri, di Gea, nate dal sangue di Urano, o di Ades e di Persefone. Erano tre, Aletto, Megera e Tisifone. Erano divinità punitrici, dee della maledizione e della vendetta, che avveniva con guerre, pestilenze, discordie e, nell’intimità dello spirito, con il rimorso...(trovato sul web: http://www.summagallicana.it/lessico/e/Eumenidi%20o%20Erinni.htm)
    Un salutone e alla prossima

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    1. adesso dobbiamo trovare il significato di Sceliphron spirifex
      :-)
      in verità queste vespe "vasaie" sono davvero tante, ognuna fa il lavoro a suo modo. Le eumenes si accaniscono sui ragni, ragnetti piccoli che paralizzano e portano alla prole.

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  5. Capitò due volte in casa di mia madre. Una volta il vaso di terracotta era fra libri, come è successo a te. Un'altra, cosa ancora più sorprendente, era in una piega del divano, un sofà su cui non sedeva mai nessuno perché in un angolo remoto della casa.
    Il primo dei vasi ricordo di averlo rotto, mi cascò di mano e plaf, la larva si distrusse. Mi dispiacque un po', ma le vespe non mi sono mai state particolarmente simpatiche. La madre è elegante, questa regina costruttrice di nidi e curatrice dell'uovo ha tutta la mia simpatia. :)

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    1. ho la fortuna (non so per quanto tempo ancora) di vivere in una zona ancora abbastanza verde; è facile vedere queste vespe dove c'è un po' di fango, intente a lavorare la pallina che poi andrà nella costruzione. Alle volte, magari quando alzo la tapparella, si spaventano e abbandonano la pallina sul davanzale, facilmente riconoscibile anche se molto piccola. Le altre vespe, quelle pericolose che fanno il nido con tante altre, si trovano invece dove c'è legno da masticare (i loro nidi sono di carta, penso che lo saprai già).
      Tra un mese, passato il caldo, dovrò verniciare le tapparelle. Chissà quanti ne trovo, una volta rimosso il cassone...

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