Ecco, l'ippopotamo, che io ho creato al
pari di te,
mangia l'erba come il bue.Guarda, la forza è nei suoi fianchi
e il suo vigore nei muscoli del ventre.
Rizza la coda come un cedro,
i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi,
le sue vertebre, tubi di bronzo,
le sue ossa come spranghe di ferro.
Esso è la prima delle opere di Dio;
il suo creatore lo ha fornito di difesa.
I monti gli offrono i loro prodotti
e là tutte le bestie della campagna si trastullano.
Sotto le piante del loto si sdraia,
nel folto del canneto e della palude.
Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici,
lo circondano i salici del torrente.
Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema,
è calmo, anche se il Giordano gli salisse fino alla bocca.
Chi potrà afferrarlo per gli occhi,
prenderlo con lacci e forargli le narici?
(Libro di Giobbe 40, 15-24) (traduzione
da La Bibbia di Gerusalemme, 1983, edizioni Dehoniane Bologna)
(fotografie di Lewis Hine)

