Fra le storie del deserto egizio, una
narra d'un anacoreta che pasceva con i bufali. Chiese a Dio come
potesse migliorare e udì la risposta, di andare in un certo cenobio.
Qui i novizi lo insultano ed egli non sa svolgere i suoi lavori,
finché nuovamente si rivolge a Dio: «Signore, il lavoro degli
uomini io non lo capisco, rimandami dai bufali». Dio consentì e di
nuovo l'anacoreta visse tra i bufali nelle campagne. Ma un giorno
cadde coi bufali nelle reti che i cacciatori avevano teso. Gli venne
in mente di liberarsi, ma ripensò che se usava le mani da uomo
doveva tornare a vivere con gli uomini, e rimase inerte. Quando la
mattina i cacciatori sopravvennero, rimasero esterrefatti e lo misero
in libertà insieme ai bufali, ed egli fuggì correndo dietro ai
bufali.
Elemire Zolla, dal Corriere della Sera
21.09.1988 (storia dei rapporti fra uomini e gli altri esseri viventi
nelle religioni)
(immagine trovata senza indicazioni, purtroppo)