Le cose che vediamo sono fatte di atomi. Ogni atomo è un nucleo con intorno elettroni. Ogni nucleo è costituito da neutroni e protoni, impacchettati stretti. Tanto i protoni che i neutroni sono fatti di particelle ancora più piccole, che il fisico americano Murray Gell-Mann ha battezzato "quarks", ispirandosi a una parola senza senso in una frase senza senso - " Tree quarks for Muster Mark" - che appare nel Finnegans Wake di James Joyce. (....) La forza che tiene incollati i quarks all'interno dei protoni e dei neutroni è generata da particelle che i fisici, con poco senso del ridicolo, chiamano "gluoni", dall'inglese glue, colla. In italiano si tradurrebbe "colloni", ma fortunatamente usano tutti il nome inglese. (...) A queste particelle se ne aggiungono alcune altre, per esempio i neutrini, che pullulano nell'universo ma hanno poche interazioni con noi, e il bosone di Higgs, rilevato recentemente a Ginevra, nella grande macchina del CERN (...). Una manciata di tipi di particelle elementari, che vibrano e fluttuano in continuazione tra l'esistere e il non esistere, pullulano nello spazio anche quando sembra che non ci sia nulla, si combinano assieme all'infinito come le venti lettere di un alfabeto cosmico per raccontare l'immensa storia delle galassie, delle stelle innumerevoli, dei raggi cosmici, della luce del sole, delle montagne, dei boschi, dei campi di grano, dei sorrisi delle ragazze alle feste, e del cielo nero e stellato la notte. Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, ed Adelphi