sabato 1 agosto 2020

Riflessi


foto di André Kertesz
 Ancora più adulto, e in modo ben più strano, mi avevano fatto sentire durante la cena gli effetti di luci e ombre nel finestrone della sala da pranzo. Specchiato di semi profilo mentre masticavo dei rösti di patate o bevevo acqua e vino da un calice a gambo lungo, stupivo nel vedere la mia faccia da bambino espatriato incorniciata in una sottile barba nera che mi faceva sembrare un soldato di Agamennone, o un filosofo ateniese, e più vecchio di almeno sei anni. Il me stesso filosofo ateniese del futuro mi incuriosiva talmente che non riuscivo a staccargli  lo sguardo di dosso. Non vedevo l’ora che le mie guance diventassero davvero capaci di produrre un così onorevole ornamento. Alla fine Martina apri di poco il finestrone scorrevole per far entrare l’aria fresca della sera, e il me filosofo adulto, reso possibile da delicatissimi equilibri vetro-molecolari, svanì. Immaginai fosse nel tornato nel futuro ad aspettarmi. Anche se io a pensarci bene, non avevo mai avuto nessuna intenzione di diventare un filosofo ateniese, né tantomeno un soldato di Agamennone.

Nicola Pezzoli, Irrenhaus, KDP

1 commento:

  1. Bellissimo passaggio. Quando i riflessi, l'età, il passato, il presente e il futuro si mescolano il risultato è sempre magico! 😍

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